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Showing posts from 2015

Eccoci, 2016!

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Eccoci!...
...Ancora poche ore, e diremo addio al 2015 :)
In questi giorni abbiamo cercato di trovare la "nostra" Parola dell'Anno.
Non ci siamo riusciti, in compenso ci siamo confrontati sul significato che gli ultimi dodici mesi hanno avuto per noi.
Qualcuno ha dovuto fare i conti con l'Incertezza, per altri si è trattato addirittura di Caos.
Altri ancora si sono concentrati sulle Sfide.
Io, infine, ho vissuto una fase di grande Evoluzione.
Quali che siano state le nostre esperienze, auguro a ciascuno di noi di riuscire a far tesoro di quanto appreso finora, per affrontare il 2016 con ottimismom pro-attività e apertura mentale (mi raccomando i buoni propositi!)
Mi permetto di riproporvi i dieci post che hanno riscosso più successo, con la speranza che possiate (ri)trovarvi qualcosa di utile:
Mille(nnials) e non più Mille(nnials)#TrendingWords per l'Innovazione: Intrapreneur#TrendingWords per l'Innovazione: Unicorn"Mamma, li Robot!": Chi si salverà…

#PuntoOmega e Altre Destinazioni... prepariamoci al 2016!

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Uno sguardo indietro...
Ben ritrovati, Opportunity Seekers!; sopravvissuti al tour de force natalizio? :) Spero proprio di sì, perché l'Anno Nuovo bussa già alla porta! Ancora pochi giorni, e diremo addio al 2015; un anno decisamente impegnativo, che ci ha visti alle prese con sfide non da poco: La ricerca di un impiego o di nuove opportunità, tra esperimenti di formazione personale e qualche ansia generata dallo spauracchio della tecnologia "ruba-lavoro";Il tentativo di decifrare la realtà che ci circonda, dall'orrore del terrorismo alle piccole grandi trasformazioni del Web e del Lavoro;E la meraviglia per gli ultimi sviluppi delle Scienze, che in modi sempre diversi ci aprono delle prospettive interdisciplinari davvero interessanti; Le discussioni, i commenti, le condivisioni ci hanno permesso di concepire nuove idee, di metterle a confronto, e anche di cambiarle, permettendoci di guardare al Futuro senza pregiudizi o allarmismi.

Programmiamoci... un Buon Natale!

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Ebbene, ci siamo quasi...
Ancora un giorno, ed entreremo nel vivo delle Feste :)
Un ottimo periodo per riposarsi - Cenoni e parenti permettendo! - ma anche per rispolverare qualche conoscenza pratica rimasta nel cassetto...
Come la Programmazione, ad esempio!
Ai tempi del mio passaggio dal Liceo Linguistico alla Facoltà di Bioingegneria, il Coding era tutt'altro che un divertimento, anzi :D
Ma le cose si imparano, le lacune si colmano (con qualche affanno!), fa capolino qualche sorriso...
...E ci si ritrova a pasticciare con sciocchezzuole come questa; che ne dite?  

Artigiani o Avanguardisti?

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Due strade diverse
Nel lavoro, come nella vita, possiamo individuare due categorie di persone: una include tutti coloro che puntano sulla continuità e sulla rassicurazione; l'altra, al contrario, riunisce gli amanti delle sfide e del cambiamento continuo. Si tratta di due approcci molto diversi: se il primo ricorda molto da vicino il modo di agire di un Artigiano, il secondo si avvicina allo spirito dell'Avanguardista. E noi, a quale gruppo apparteniamo?  Cerchiamo di scoprirlo insieme!

Esperimento di Letteratura Sci-Fi!

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Visto che siamo ormai sotto Natale...
...Mi sento molto, molto buono :D
E, per ringraziarvi del sostegno che mi avete dimostrato in questi mesi, ho deciso di condividere con voi questo mio piccolo "Esperimento di Letteratura", rimasto a giacere nei recessi del mio PC da qualche mese a questa parte! E come inaugurare la mia carriera di autore dilettante, se non con un bel racconto Sci-Fi? Augurandomi che il dono vi sia gradito - e che magari tra voi ci sia qualche talent scout - vi lascio senza indugi con un augurio di buona (si spera) lettura :)  

Dalla Medicina... all'Istruzione Student-Specific?

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Dalla Medicina...
Ognuno è fatto a modo suo. Sembra una pillola di saggezza popolare, ma se ci pensiamo bene è una grande verità, che la nostra esperienza di vita può confermare. Anche le Scienze sembrano volerne prendere atto: in campo clinico, prendono sempre più piede concetti quali Medicina Patient-Specific (che ho, in modesta parte, affrontato nella mia tesi di Laurea) e Medicina Narrativa (di cui abbiamo già parlato); il tema è di stringente attualità, come testimoniato dallo sviluppo di strategie innovative e dal diffondersi di eventi dedicati di ampio respiro. Con tanto interesse da parte del pubblico, viene da chiedersi se questo approccio personalizzato non possa essere applicato ad altri ambiti altrettanto importanti. Ad esempio, perché non introdurre la stessa logica nel campo dell'Istruzione?

Elementi di "Contabilità Relazionale"

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[English version here]

Do ut des
"Posso chiederti un favore?", "Grazie mille!", "A buon rendere!" Frasi che usiamo comunemente in famiglia, in ufficio, tra amici: in qualunque ambito della vita, l'autosufficienza è un obiettivo molto difficile, spesso quasi impossibile da conseguire. Pertanto, più o meno consapevolmente, ci ritroviamo inseriti in un complesso sistema di relazioni più o meno mutualmente vantaggiose, in cui idealmente si favorisce la cooperazione di tipo win-win, da conseguire tramite politiche di negoziazione e di do ut des. In pratica, esiste una vera e propria Economia sociale con cui dobbiamo fare i conti nella nostra vita quotidiana: mi piace definirla Contabilità Relazionale, in quanto si tratta, in fondo, di regolare con oculatezza i benefici e gli impegni che derivano da ogni nostra interazione con gli altri. Regolarsi in questo Mercato informale ma vitale non è sempre semplice: dobbiamo affidarci al nostro buonsenso e a un min…

Che Storia!

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Amnesie... storiche
Immaginate una persona colpita da amnesia: un trauma, un incidente... e il vuoto. Ricordi dissolti, volti dimenticati, incertezza perenne. Nessun punto di riferimento. Una sensazione angosciante, non vi sembra? Eppure, spesso senza accorgercene, rischiamo di trovarci in una situazione concettualmente molto simile, quando trascuriamo una conoscenza molto importante per la nostra vita quotidiana e per quella del Mondo in cui viviamo: la Storia. Scommetto che molti di voi a scuola l'hanno odiata, o l'hanno almeno trovata mortalmente noiosa; e in effetti a seconda del professore e/o del libro di testo che ci si è trovati davanti, si rischia di rimpiangerla ben poco. Per mia fortuna, ho invece sviluppato una grande passione per questa materia: per importanza, la considero pari alle discipline STEM: e ora cercherò di spiegarvi il perché.

Mille(nnials) e non più Mille(nnials)

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Il Club più esclusivo del momento
Come forse ricorderete, sono nato nel 1990. Un semplice dato anagrafico, direte voi. Eppure, molte persone sembrano pensarla diversamente: il mio anno di nascita, infatti, mi include di diritto nel club più esclusivo e chiacchierato del momento, seguito dagli statistici, corteggiato dai brand, e sollecitato dalla Politica. Di certo lo avete già capito, mi sto riferendo ai famigerati Millennials, i giovani nati tra il 1981 e il 1995-2000 (a seconda dei parametri considerati). Una vera e propria forza della Natura, a detta di tutti: i più connessi, i più smart, i più tech-savvy... e chi più ne ha più ne metta. Il mondo intero, almeno a parole, sembra desideroso di "seguire l'onda". Tuttavia, questa etichetta mi va sempre più stretta, ogni giorno di più: i giovani dovrebbero salvare il globo terracqueo dalle guerre, dalla fame, dalla corruzione; dovrebbero inventare ogni santo giorno un nuovo modello di business per risollevare l'econom…

#ProfessioniEmergenti: la carica dei Chief Officers!

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Chief Officer... di che?
Ben ritrovati, eccoci al primo post di dicembre! Muovendomi, per necessità e curiosità, tra i meandri del mondo del Lavoro, ho avuto modo di notare un fenomeno ancora poco diffuso in Italia, ma già visibile all'estero, in particolare negli Stati Uniti (che novità, direte voi!): l'invasione dei Chief Officers, nuovi protagonisti del campo Corporate. Ebbene sì: CEO, CTO, CIO e CRO stanno dando il benvenuto a tanti nuovi "fratelli" di C-suite, tra cui:  il CCO, Chief Creative Officer: coordina tutte le attività creative per la promozione del brand, dal design al copywriting;il CLO, Chief Listening Officer: monitora le conversazioni social per conto della propria azienda, cercando di captare gli umori del pubblico;il CNO, Chief Networking Officer: sviluppa e mantiene la complessa rete di relazioni tra le varie componenti della propria compagnia, i collaboratori, i concorrenti, i consumatori;il CSO, Chief Science Officer: gestisce le attività di r…

Dai Robot al Reddito di Cittadinanza?

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Mamma li Robot - di nuovo!
Ben ritrovati! Ebbene sì: dopo il mio primo post sull'avvento dei robot e delle sue conseguenze per il mondo del Lavoro, ho continuato a seguire gli sviluppi della discussione pubblica su tale argomento, senza perdere di vista i sempre nuovi progressi tecnologici nel campo dell'Automazione.  Se ricordate, ci eravamo lasciati con una visione sfidante ma nel complesso incoraggiante, con l'inevitabile scomparsa di alcune mansioni compensata dalla nascita di altre - Chief Robotics Officer in testa - e dalla rivalutazione delle professioni più "creative" e relazionali, oltre che da programmi specifici per riqualificare i lavoratori in difficoltà. Ebbene, potremmo aver peccato di eccessivo ottimismo...

Opportunity Seekers vs. Oxford: eleggiamo la "nostra" Parola del 2015!

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Face with Tears of Joy, ti sfidiamo!
Cari tutti, ben ritrovati :) Dopo la pubblicazione, qualche giorno fa, del mio post sulla... originale scelta, fatta da Oxford Dictionaries, di eleggere Parola del 2015 l'emoji Face with Tears of Joy, ho avuto modo di raccogliere le vostre impressioni, tutte più o meno perplesse, quando non sarcastiche... Riflettendoci su - anche grazie al vostro aiuto - mi sono reso conto di quanto la visione degli studiosi inglesi sia stata, in effetti, limitata al solo Web anglofono: una parte preponderante della Rete, ma che non può certo pretendere di rappresentarla nella sua interezza. Forte di questa consapevolezza, ho cominciato a pensare a una possibile risposta italiana alla decisione degli accademici britannici - presa, tra l'altro, quasi solo per meri motivi statistici: quale potrebbe essere la "nostra" Parola dell'Anno? Quale può rappresentare al meglio le novità, le sfide e i sentimenti di questi ultimi mesi? Tra crisi internazi…

Ricerca per tutti, Ricerca di tutti - progetto di discussione

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Ricerca per tutti...
Ogni giorno, scorrendo le notizie, non posso fare a meno di stupirmi per i grandi risultati che la Ricerca ci porta: che si tratti dell'approvvigionamento energetico o dei tentativi di risolvere i più astrusi problemi matematici, la rapidità con cui assistiamo a nuove scoperte è impressionante. In particolare, speranze e aspettative si concentrano sulla sperimentazione medica, che più da vicino tocca la vita di milioni di persone; un sentimento testimoniato dalla popolarità di iniziative promosse da enti quali Telethon, e dalla costante disponibilità dei cittadini a dare il proprio contributo economico. Insomma, la Ricerca si pone - almeno idealmente - al servizio della comunità, delle sue esigenze e delle sue ambizioni: in questo senso, possiamo dire che essa è per tutti.

La rivincita dei geroglifici?

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E questa sarebbe una parola?
Oxford. Un nome prestigioso, che nell'immaginario comune evoca concetti quali tradizione accademica, culto della classicità, eccetera. Tuttavia, neppure l'austero ateneo britannico è del tutto indifferente al mondo che cambia; infatti, Oxford Dictionaries, emanazione 2.0 dell'Oxford University Press, ha suscitato scalpore per aver proclamato Parola del 2015 una semplice emoji:

Proprio così, una emoji - più precisamente "Face with Tears of Joy". La vincitrice, spiegano i ricercatori, è stata protagonista di una rapida ascesanel Web anglofono, che la renderebbe in qualche modo rappresentativa dello stato d'animo collettivo nel corso dell'anno in procinto di concludersi. Le ragioni addotte dagli studiosi, va da sé, non hanno convinto tutti: sono state infatti numerose le obiezioni, più o meno vivaci, alla vittoria della sguaiata "faccina"; a prescindere dalla diversità di toni e di approcci, esse possono riassumersi in …

Cultural savviness: ne abbiamo disperato bisogno!

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Andiam, andiam, i mercati a conquistar...
Navigando la corrente dei social, mi capita spesso di incontrare l'hashtag #internazionalizzazione, usato soprattutto da chi si occupa di guidare le proprie o altrui imprese alla conquista dei nuovi mercati emergenti. Se giustamente la maggior parte dei contenuti riguarda la struttura politico-economica dei Paesi in esame, soffermandosi su dati finanziari o demografici (per esempio, la recente decisione del Governo cinese sulla famigerata One-Child Policy), spesso non altrettanta attenzione viene data ad aspetti a prima vista più sottili, ma potenzialmente pericolosi se sottovalutati: mi riferisco alle differenze culturali, non di rado causa di imbarazzo, specie in occasioni formali quali le trattative tra business e tra professionisti. Non mi riferisco a fraintendimenti sui massimi sistemi politici o religiosi, ma a quei piccoli gesti quotidiani che in un altro contesto possono assumere significati totalmente opposti, quando non osceni!  …

Cosa ho imparato dal Web?

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Internet, una perdita di tempo?
Parlando con conoscenti, leggendo riviste o seguendo alcune trasmissioni televisive, capita spesso di sentire lamentele sul tempo trascorso in Rete da figli, fratelli, fidanzat*, considerato, senza appello, "perduto". Vere e proprie dipendenze digitali a parte, è giusto dare un giudizio così tranchant? Come ho già avuto modo di scrivere, credo che Internet sia una risorsa incredibile, al netto delle non poche scemenze in cui possiamo imbatterci. Eppure, questa consapevolezza da sola non è sufficiente. Sento la necessità di dare ai detrattori del 2.0 una risposta più puntuale, pratica e personale... Insomma, io cosa ho imparato dal Web?
E questa domanda mi porta, forse inevitabilmente, a redigere il seguente

Twitter e i suoi "affari di cuore": verso un unico grande Social Maelstrom?

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Un'innocua sostituzione?
Ieri pomeriggio, il popolo di Twitter è stato investito dall'ennesima novità adottata dalla piattaforma, in vero probabilmente meno radicale rispetto alle precedenti; la vecchia "stellina", utilizzata dagli utenti per contraddistinguere - in qualsiasi accezione del termine - i tweet altrui, è andata in pensione, sostituita da un cuoricino dal significato decisamente più esplicito, ovvero un "Mi piace". Per quanto in apparenza poco rilevante, il cambiamento ha innescato una (imprevista?) reazione da parte del pubblico, che si è riscoperto in gran parte affezionato alla feature precedente, come testimoniato dall'ascesa meteorica di hashtag quali #RivogliamoLeStelline, #TeamStellina, e simili, nonché dalla comparsa, a distanza di poche ore, di Fav Forever, estensione di Chrome in grado di far riapparire l'amato simbolo per i "nostalgici".

La Rete, ovvero il nuovo Affilatoio del Pensiero

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Abbasso i commenti?
Qualche giorno fa, ho appreso con sgomento dell'intenzione, manifestata da siti anche di alto livello, di eliminare un elemento a mio parere importantissimo dell'esperienza web, ovvero la possibilità di lasciare la propria opinione sugli argomenti affrontati nei vari post. Superato lo shock iniziale, ho continuato la lettura, scoprendo così che la ragione di una misura così radicale è tanto organizzativa (gestire migliaia di feedback in effetti non è semplice!) quanto legata alla famigerata SEO (Google non pare amare molto i commenti-spam). In definitiva, diversi spazi virtuali considerano i cari vecchi thread una fastidiosa zavorra, di cui liberarsi senza troppi patemi d'animo. Pur comprendendo razionalmente tali argomenti, non posso fare a meno di rifiutare un simile comportamento: lo affermo senza mezzi termini, un blog senza commenti è morto!

#ProfessioniEmergenti: ecco il CRO... che non vi serve in banca!

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Ben ritrovati! Oggi vorrei inaugurare con voi una nuova serie di post dedicati alle Professioni emergenti, quelle che si imporranno sempre più nel prossimo futuro. Per cominciare, conosciamo il CRO, Chief Robotics Officer: chi è costui?

Interdisciplinarità, il meticciato della Conoscenza

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Nessuna Scienza è un'isola!
Gli esseri umani, per ragioni cognitive, hanno la tendenza a voler categorizzare qualsiasi cosa: dalle forme ai colori, dai tratti somatici a quelli caratteriali... fino ai vari rami del grande albero della Conoscenza: le Lettere da una parte, le Scienze Umane dall'altra, e le discipline STEM, solitamente, in business class. Diciamo la verità: Leonardo da Vinci a parte, le persone dalla cultura enciclopedica ci lasciano a bocca aperta... e anche un poco sospettosi: come osa un matematico conoscere a memoria l'Odissea? E quel biologo, cosa vuol saperne di Economia? Tuttavia, come spesso accade, la questione è molto più complessa di così. Le nostre vite e attività sono governate da più forze, interiori ed esteriori: non possiamo essere ridotti a semplici meccanismi biologici, né possiamo crederci entità di "puro spirito". Per affrontare le tematiche che ci coinvolgono personalmente, in un contesto sempre più fluido e globale, occorre un…

Lettera ad un aspirante Lavoratore

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Caro aspirante Lavoratore, Panta rei! Cosa serve per salvarsi?
Caro aspirante Lavoratore,
da diversi anni, ovvero da quando i sobbalzi dei mercati globali sono entrati sempre più a far parte della nostra quotidianità, la lotta per trovare/conservare un posto di lavoro soddisfacente è diventata il centro di accesi dibattiti, dai Parlamenti ai talk-show, dai pub alle singole case. Un elemento che di sicuro non ti è sfuggito è l'estrema contraddittorietà dei messaggi che abbiamo ricevuto per sopravvivere nel sempre più fluido mondo del Lavoro. Tirando le somme, non dovremmo essere choosy, ma neppure svenderci; studiare ciò che ci appassiona, e allo stesso tempo preferire sempre Ingegneria a Lettere; tentare fortuna all'estero, anche se forse sarebbe meglio restare e salvare il Paese; cercare impiego presso una grande realtà, e allo stesso tempo imitare i grandi visionari della Silicon Valley... Comprendo la tua frustrazione; non sai più "dove sbattere la testa"; hai da…

Poemetto in C... per il lunedì!

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Chi lo dice che Arte e Programmazione non possono stare insieme?

Ecco un... "grazioso" poemetto in C composto per confortarvi in questo inizio di settimana!

Fate girare il codice e vedete cosa vi dice :)


#include <stdio.h>
#include <stdlib.h>

int main(void){

     int n;

     printf("Oggi ahinoi, siamo a lunedi: \n");

     printf("A quanti coffee stai? \n");

     printf("Scrivilo qui, solo tu lo sai!: \n");

scanf("%d", &n);

if(n>=0 && n<=2) {
printf("Ok, in ogni caso sei sveglio: ti senti meglio?\n");
} else
           printf("Attento a non esagerare: troppo coffee fa male!\n");

return;

}

Buon inizio di settimana a tutti!!! 


#TrendingWords per l'Innovazione: Prosumer

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Rieccoci! Proseguiamo le nostre scoperte sul lessico dell'Innovazione; qualche tempo fa abbiamo dato la caccia agli Unicorn: oggi invece vorrei discutere con voi della nostra graduale trasformazione in Prosumer: non preoccupatevi, non è una malattia!

Ritrovarti a ragionare quando meno te lo aspetti...

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...Questo indovinello l'ho sentito da alcuni alunni di prima media, seduti vicino a me in bus:

#TrendingWords per l'Innovazione: Unicorn

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Ben ritrovati! Continuiamo il nostro viaggio nel nuovo vocabolario dell'Innovazione; nella puntata precedente abbiamo cercato di capire cosa significhi essere Disruptive; ora invece vorrei affrontare il tema dei cosiddetti Unicorn, i più recenti beniamini dei mercati azionari: cosa sono?

#TrendingWords per l'Innovazione: Disruptive

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Rieccoci! Procediamo con la nostra scoperta del nuovo linguaggio dell'Innovazione; nell'ultima puntata abbiamo conosciuto la figura del cosiddetto Intrapreneur; oggi invece affronteremo un termine ormai sempre più noto: ora tutti vogliono essere Disruptive; ma cosa significa?

Professioni 2.0: la nuova Fabbrica del Nulla?

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Il Web-che?
Carissimi tutti, inizio la discussione di oggi inginocchiandomi su metaforici ceci, e confessando la mia colpa: per molti anni, ho osservato i lavoratori del 2.0 con una buona dose di perplessità, non di rado mista a malcelata sufficienza. Se ammiravo aspiranti medici, ingegneri, avvocati, eccetera, la mia reazione a termini quali web writer, blogger, social media manager e simili era riassumibile in un:
"Il Web-che?"
Di solito accompagnato da uno sguardo vuoto. Ai miei occhi la Rete era un semplice parco giochi, non pensavo che ci si potesse lavorare con serietà; al più si poteva aspirare ad una fama effimera e alquanto trash, in rari casi guadagnandoci pure - secondo me immeritatamente! In poche parole, buona parte di Internet era per me una vera e propria Fabbrica del Nulla. Oggi sono attivo su diversi social network, gestisco un blog, e collaboro a un altro. Cosa è successo? Ecco un piccolo resoconto della mia "conversione"!

#TrendingWords per l'Innovazione: Intrapreneur

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Ben ritrovati! Riprendiamo la nostra avventura alla scoperta del nuovo lessico dell'Innovazione; nel post precedente abbiamo imparato qualcosa sulla Company Culture; oggi mi piacerebbe raccontarvi di una figura sempre più discussa, ovvero il cosiddetto Intrapreneur: chi è?

Il "campionato" della Letteratura: chi sono gli arbitri?

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Una discussione accesa
Qualche giorno fa, durante una delle mie scorrazzate virtuali, mi sono imbattuto in una discussione su LinkedIn riguardante gli ultimi sviluppi dell'industria editoriale.  Più che dall'argomento - peraltro molto interessante - la mia attenzione è stata inizialmente catturata dal lungo e verboso thread di commenti. Seguendo lo scambio di opinioni, mi sono reso conto di quanto il tema del self-publishing via Internet fosse particolarmente polarizzante per la piccola community: da una parte, aspiranti autori desiderosi di rivendicare la propria indipendenza dai dettami delle grandi case editrici; dall'altra, proprio i rappresentanti e collaboratori di queste ultime, a dir poco diffidenti nei confronti di simili soluzioni, e senza alcun timore di dimostrarlo.

#TrendingWords per l'Innovazione: Company Culture

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Carissimi, continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei termini che stanno andando a costituire il nuovo "vocabolario" dell'Innovazione; nel post precedente abbiamo discusso di Diversity; oggi invece vorrei affrontare il tema della sempre più citata Company Culture: che cosa si intende?

#TrendingWords per l'Innovazione: Diversity

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Carissimi tutti, questo è il primo di una serie di post dedicati a quelle che stanno diventando vere e proprie "parole d'ordine" per chi si occupa - a vario titolo - di Innovazione, nell'accezione più ampia del termine.  Post dopo post, tweet dopo tweet, alcuni termini sono sempre più in voga, e credo valga la pena di farne un'analisi ragionata. Per cominciare, oggi vorrei discutere di Diversity: cosa significa?

Il confine che non c'è: il Virtuale è Reale!

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Una percezione sempre più diffusa
Negli ultimi tempi, ho avuto modo di riflettere sulla mia - in realtà ancora breve - esperienza sui social network; e, dopo una rapida ricapitolazione, ho realizzato con una certa sorpresa che la frequenza di "brutti incontri" fatti in Rete è di gran lunga superiore a quella di esperienze analoghe affrontate offline! Parliamo di circa un anno di vita virtuale contro un quarto di secolo trascorso nel mondo reale! Sono una persona dalla vita molto tranquilla, ma un po' sfortunata sul Web?  Come ben si sa, l'esperienza personale non fa statistica, e sarei stato tentato di accantonare la questione se non fosse stato per il numero sempre maggiore di considerazioni simili che ho avuto modo di leggere (molto recenti e interessanti quelle di Angelo Cerrone e di CertificazioneProfessioni.org). Non si tratta soltanto di un'impressione personale, quindi, bensì di una percezione sempre più diffusa, fonte di disagio tanto per l'addetto a…

Dalle lingue ai linguaggi: Alfabetizzazione 2.0!

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Linguaggi: nessuno li parla, ma sono conosciuti ovunque!
Qualche tempo fa, abbiamo parlato delle Lingue straniere e del loro potenziale come motori per la nostra crescita personale e professionale. Ripensandoci su, e ripercorrendo i momenti salienti del mio percorso formativo, mi sono però reso conto che esiste un'altra forma di comunicazione, variegata e trasversale, alla quale però non viene data - a mio parere - la dovuta attenzione: sto parlando dei linguaggi utilizzati in ambito informatico. Malgrado il suo grande impatto sulla nostra vita quotidiana - basti pensare ai social network - la programmazione rimane un mondo alquanto distante per i non "addetti ai lavori"; è infatti considerevole il divario tra i semplici fruitori di prodotti digitali e la sempre più vivace comunità globale di programmatori, sviluppatori, coders, tutti sempre pronti a progettare, modificare, discutere... Un paradosso dell'Era 2.0, non vi pare?

Low Tech: un approccio complementare per l'Innovazione?

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Qualcosa si muove al di fuori del regno High Tech
Tra blog e social media, un cercatore di novità ben di rado resta deluso: tra le storie più interessanti degli ultimi giorni, mi hanno colpito le potenzialità dei semi di una pianta equatoriale come purificatori idrici, il progetto di una giovanissima scienziata canadese per ridurre il pH oceanico utilizzando semplici conchiglie, e una simpatica soluzione contro l'inquinamento urbano. Ripensandoci su, appare chiaro che le tre notizie sono accomunate da due elementi: il primo, molto evidente, è la lotta al degrado ambientale, emergenza quotidiana, tema sempre più dibattuto ad ogni livello, dalle aule dei Parlamenti ai social network; l'altro, meno visibile ma altrettanto importante, è l'approccio decisamente Low Tech adottato per risolvere il problema! Nessun processore, nessun circuito... Eppure si tratta sempre di Innovazione!

Pigrizia: la vera madre del progresso?

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Pigrizia, croce e delizia!
Un tempo si chiamava Accidia, ed era nientemeno che una dei Grandi Sette in grado di regalarci un soggiorno a tempo indeterminato tra tormenti eterni; oggi deve accontentarsi del più modesto nome di Pigrizia, e alle condanne metafisiche si sono sostituite paternali, teste scosse, occhiate di biasimo.
Tuttavia, la sostanza resta la stessa, da millenni.
Si tratta di un istinto primordiale, spesso una vera palla al piede.
Eppure, a pensarci bene, questa scomoda compagna può rivelarsi un'amica preziosa; nel corso della Storia, è stata addirittura una nostra alleata, tanto da farci conoscere... il Progresso!
Non ci credete? Proverò a convincervi con una storia!

"Mamma, li Robot!": Chi si salverà?

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Robotica e IoT: da sogno a realtà da incubo?
In questo periodo si fa un gran parlare di Robotica e Internet of Things: mai come ora la possibilità di un mondo popolato da macchinari intelligenti, interconnessi e praticamente autogestiti sembra davvero a portata di mano: dalle catene di montaggio (Industry 4.0) all'abbigliamento (Wearables), fino ai trasporti (Droni e Vetture auto-guidabili), la nostra vita quotidiana è a un passo dall'essere investita da un cambiamento radicale, e un numero sempre crescente di aziende è intenzionata a saltare sul carro dei nuovi vincitori.
Ma è davvero tutto oro quel che luccica? 
Negli ultimi giorni, tra gli addetti ai lavori stanno circolando riflessioni, interrogativi, e qualche allarme.
Accomunati da una domanda: che ne sarà dell'elemento umano in questa nuova Era?

Medicina Narrativa: lo Storytelling non è solo per i brand!

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Vi racconto una storia...
Ieri, dando una rapida scorsa ai miei vari profili social, ho accolto con grande piacere l'arrivo su Linkedin di Digital Narrative Medicine, la prima piattaforma digitale dedicata all'integrazione nella pratica clinica della Medicina Narrativa.
Ma che cosa si intende per "Medicina Narrativa"?
Conosciamo tutti il termine Storytelling, ovvero, in parole povere, l'arte del narrare; una disciplina molto antica, che dall'ambito puramente letterario si è nel tempo affermata in campo pedagogico/formativo, nel marketing (ormai nei media le "nascite di un'idea a X S.p.A." e le "esperienze da stagista presso Y S.r.l." abbondano), e appunto, nella ricerca clinica; quest'ultimo sviluppo, nato negli Stati Uniti, ha come scopo un utilizzo mirato delle tecniche narrative in ambito terapeutico, e sta finalmente iniziando a farsi conoscere anche in Italia.
Come funziona concretamente la Medicina Narrativa?
Proviamo a veder…

Da hobby a professione: una scelta vincente?

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Un tema discusso
Leggendo qua e là per social, blog e forum, ho notato che uno dei temi più dibattuti in questo periodo è l'opportunità o meno di trasformare i propri hobby e passioni in professioni vere e proprie. Il successo viene definito da molti come la capacità di mantenersi - o addirittura di arricchirsi! - dedicandosi ai propri interessi. Non più sforzarsi di amare ciò che si fa, ma sforzarsi di fare ciò che si ama, insomma. Ma è una strada effettivamente percorribile? Mi farebbe piacere condividere con voi qualche mia riflessione in proposito.

"Conosci te stesso": un requisito fondamentale!

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Filosofeggiando...
Oggi vorrei tentare di affrontare con voi un argomento piuttosto complesso, ovvero quella certa contraddittorietà che in alcune occasioni sembra prenderci di sorpresa, costituendo a volte un serio ostacolo alla realizzazione dei nostri progetti. Insicurezze improvvise, momenti di sconforto, crisi di inattività... Come se una parte di noi intrigasse contro i nostri obiettivi di Opportunity Seekers. Da dove derivano queste deviazioni dalla "retta via"? Le Scienze possono darci delle risposte?  Vediamolo insieme!

Lingue "inesplorate": tre scelte interessanti

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Imparare una nuova lingua può aprire molte porte! Apprendere una lingua straniera è di sicuro un ottimo investimento, che può aprirci grandipossibilità:

Si tratta di una capacità sempre più richiesta in ambito professionale, visto il contesto fortemente globalizzato; per i più intraprendenti, poi, è il biglietto d'ingresso per il mondo della formazione e per il mercato del lavoro di altri Paesi;Costituisce un'opportunità per fruire di un numero maggiore di contenuti potenzialmente interessanti, dall'informazione all'editoria, dall'intrattenimento all'educazione;Ci rende più autonomi nei nostri spostamenti e anche nei nostri acquisti, per esempio come turisti o come utilizzatori di servizi di e-commerce;Potenzia addirittura le nostre facoltà mentali, contribuendo a contrastare l'insorgenza di disfunzioni quali la malattia di Alzheimer (Craik et al. 2010);Attraverso il confronto con la nostra lingua, ci permette di ripassare anche quest'ultima;Amplia la n…

Ancora su ArtMath: un piccolo esempio grafico!

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Un concetto (quasi) nuovo: io lo chiamo ArtMath

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STEM o STEAM? Da diverso tempo, si fa un gran parlare di come potenziare nelle nostre scuole l'insegnamento delle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), la conoscenza delle quali sarà sempre più necessaria in un mondo che sta adottando parole d'ordine come Industry 4.0, Digitalization, IoT, Big Data...
Di recente, il focus della discussione sembra essersi spostato sull'opportunità di integrare i percorsi STEM con insegnamenti di ambito Artistico, ovvero di passare ad un curriculum STEAM.
La proposta ha suscitato reazioni piuttosto vivaci, dall'entusiasmo alla perplessità, e dalla perplessità alla netta contrarietà.
Ma hanno ragione i critici a considerare la didattica STEAM una forzatura? La povera A è davvero un elemento estraneo?

Opportunity Seekers, unitevi!

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(English Version here)

Eccoci! Finalmente, dopo mesi di riflessione, mi sono deciso a compiere il grande passo...
Opportunity Seekers 2.0 è qui! Sono ufficialmente un (aspirante) blogger :)
Cosa mi ha spinto ad arrivare fin qui?
Una ragione ben precisa: la convinzione che ognuno di noi abbia un potenziale incredibile, una ricchezza in grado di lasciare il segno sul mondo che ci circonda.