"Conosci te stesso": un requisito fondamentale!


Filosofeggiando...


Oggi vorrei tentare di affrontare con voi un argomento piuttosto complesso, ovvero quella certa contraddittorietà che in alcune occasioni sembra prenderci di sorpresa, costituendo a volte un serio ostacolo alla realizzazione dei nostri progetti.
Insicurezze improvvise, momenti di sconforto, crisi di inattività... Come se una parte di noi intrigasse contro i nostri obiettivi di Opportunity Seekers.
Da dove derivano queste deviazioni dalla "retta via"? Le Scienze possono darci delle risposte? 
Vediamolo insieme!



Un quesito antico


Spesso il pensiero filosofico-religioso si interroga su quello che appare come un evidente dualismo nel comportamento umano, non di rado in modo molto drammatico: Video meliora proboque, deteriora sequor, scrive uno sconsolato Ovidio nelle sue Metamorfosi (VII, 20); Infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio, rincara la dose Paolo di Tarso nella sua Lettera ai Romani (VII, 19).
Una sorta di schizofrenia incontrollabile, uno sconcertante senso di impotenza, che in Occidente si è poi cristallizzato nei concetti di Peccato Originale con Agostino di Ippona e con quello, ancor più disperato, di Depravazione Totale, elaborato e predicato da Giovanni Calvino al culmine della Riforma Protestante.
Ai giorni nostri, accantonati ormai gli inverosimili miti delle Origini, siamo tuttavia sempre meravigliati dall'estesa gamma dei possibili comportamenti umani, e nel corso del proprio sviluppo, le Neuroscienze hanno cercato di dare la propria risposta all'interrogativo millenario.

Le Neuroscienze in campo: il tentativo di MacLean


Uno dei modelli più conosciuti è il cosiddetto Cervello Triunico, teorizzato da Paul MacLean a partire dagli anni Sessanta del Novecento: secondo tale tesi, il nostro cervello deriverebbe dalla sovrapposizione di tre componenti ben distinte, evolutesi in tempi diversi, in grado di coordinarsi tra loro, ma anche di prendere il sopravvento l’una sull’altra:
  1. R-cortex, o “Cervello rettiliano”, preposto agli istinti primari; ritenuta la parte più antica;
  2. Sistema limbico, deputato all’emotività;
  3. Neocorteccia, sede del pensiero razionale, e parte più recente.
Per quanto affascinante, l’idea di MacLean è andata perdendo credito nel corso degli anni, anche grazie a ulteriori scoperte sulla struttura cerebrale e sulle abilità cognitive di altri animali.


L’Evoluzione alla base del mistero


Malgrado i suoi limiti, il modello di MacLean può tuttavia condurci ad un principio di massima: la guerra tra istinti rivali che ci troviamo a sperimentare possiede una base evolutiva; esigenze diverse hanno favorito impulsi diversi: tanto l’egoismo quanto l’altruismo possono trovare giustificazione nella necessità di sopravvivere, la prevalenza dell’uno o dell’altro è influenzata dal contesto esterno.
Una sensazione, questa, che si impone con forza particolare se consideriamo l’abisso che separa la nostra evoluzione biologica, lunga milioni di anni, da quella culturale, sempre più rapida.
I nostri istinti restano quelli, il giudizio che ne abbiamo dato nel corso della Storia è cambiato, anche di molto, a seconda dell’epoca e del luogo.
Esserne consapevoli può aiutarci, con il supporto della Scienza, a comprenderci sempre meglio, a coltivare il meglio di noi… e a rifuggire il desolato senso di inadeguatezza dei nostri avi.

Conosci te stesso


Imparare a riconoscere i propri processi mentali, i propri punti di forza e di debolezza: evitare le "tentazioni", essere in grado di prevenire, di rimediare... e anche di auto-ironizzare (serve spesso!).
E soprattutto, dopo ogni caduta, sapersi rialzare con la stessa determinazione.
Conosci te stesso, dicevano gli Antichi; e non si può fare a meno di dar loro ragione.


E voi? Quanto conoscete voi stessi? Quali strategie mettete in atto per restare concentrati sui vostri obiettivi? I vostri commenti sono più che benvenuti!





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