Il confine che non c'è: il Virtuale è Reale!


Una percezione sempre più diffusa


Negli ultimi tempi, ho avuto modo di riflettere sulla mia - in realtà ancora breve - esperienza sui social network; e, dopo una rapida ricapitolazione, ho realizzato con una certa sorpresa che la frequenza di "brutti incontri" fatti in Rete è di gran lunga superiore a quella di esperienze analoghe affrontate offline!
Parliamo di circa un anno di vita virtuale contro un quarto di secolo trascorso nel mondo reale!
Sono una persona dalla vita molto tranquilla, ma un po' sfortunata sul Web? 
Come ben si sa, l'esperienza personale non fa statistica, e sarei stato tentato di accantonare la questione se non fosse stato per il numero sempre maggiore di considerazioni simili che ho avuto modo di leggere (molto recenti e interessanti quelle di Angelo Cerrone e di CertificazioneProfessioni.org).
Non si tratta soltanto di un'impressione personale, quindi, bensì di una percezione sempre più diffusa, fonte di disagio tanto per l'addetto ai lavori quanto per l'utente medio.


Marpioni, Piazzisti & Polemici: il Virtuale è Reale!


Dal popolare Facebook al più "ingessato" LinkedIn, nessuna piattaforma, nessuno user può dirsi al sicuro: autoscatti pseudo-provocanti (e di sicuro ridicoli), richieste di conoscenza "più intima", inviti alla conversione religiosa, aforismi smielati, insistenti pubblicità per servizi finanziari o fantomatici affari imperdibili... per non parlare delle discussioni, vero e proprio terreno di caccia per amanti della polemica (ne ho già discusso qui)!
Insomma, Marpioni, Piazzisti e Polemici rischiano di impegnare una percentuale preoccupante delle nostre interazioni virtuali quotidiane, infestando letteralmente spazi dedicati - almeno in teoria - allo scambio di idee, di notizie, di opportunità professionali.
La cosa che più colpisce è l'apparente leggerezza con cui queste persone mettono in atto simili comportamenti, senza neppure celare la propria identità per mezzo di un nickname, e senza rendersi conto di quanto tali atteggiamenti possano rivelarsi dannosi per la propria reputazione, personale e professionale; il loro motto sembra essere "Ciò che avviene sul Web resta sul Web, e non è così importante", il che denota una scarsa conoscenza/considerazione delle capacità amplificatrici della Rete e delle ricadute che tale potenziale può avere offline.
Si deve comprendere che le azioni compiute sul Web restano sotto gli occhi di tutti per mesi, per anni, e possono essere riesumate ed utilizzate contro di noi, in qualsiasi momento, nel mondo reale.
Il Virtuale è un'estensione della Realtà, non un regno a parte!




Un'integrazione ancora in corso, radice e soluzione del problema


A questo punto, inquadrato sinteticamente il fenomeno, vale la pena di cercare di individuarne la causa: personalmente, ritengo che essa sia essenzialmente la relativa "novità" dei social media.
In fondo, una percentuale consistente di coloro che li utilizzano ha trascorso buona parte della propria vita in un contesto pre-digitale, per poi doversi adattare ad un progresso tecnologico sempre più rapido; e proprio questo sviluppo così impetuoso può aver prodotto un certo disorientamento tra alcuni degli utenti meno giovani: il 2.0, forse, è ancora considerato - a livello più o meno inconscio - come un'entità a parte, molto astratta, e non come un potenziamento della nostra vita di tutti i giorni.
Il Web è stato assimilato solo in parte!
Ed è proprio da questo processo ancora incompiuto che si dovrebbe ripartire per risolvere il problema.
In particolare, andrebbero ricalibrate le iniziative volte a responsabilizzare gli internauti: per troppo tempo, secondo me, ci si è rivolti principalmente ai più giovani, finendo tuttavia con l'ignorare quasi del tutto il resto degli utenti!
Impariamo - ed educhiamo! - a gestire con più attenzione i nostri contatti, ad accettare le richieste di amicizia solo dopo esserci fatti un'idea di chi abbiamo davanti, ad ammonire i molesti e a segnalare i recidivi.
Soltanto così potremo riappropriarci dei nostri spazi in Rete, "bonificandoli" e rendendoli ambienti adatti ad esperienze piacevoli e formative.


E ora, come di consueto, a voi la parola! Quali sono le vostre esperienze, le vostre opinioni? Avete consigli da condividere?


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, alla prossima!




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