#TrendingWords per l'Innovazione: Company Culture



Carissimi, continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei termini che stanno andando a costituire il nuovo "vocabolario" dell'Innovazione; nel post precedente abbiamo discusso di Diversity; oggi invece vorrei affrontare il tema della sempre più citata Company Culture: che cosa si intende?  


Un tratto fortemente distintivo


Da un po' di tempo a questa parte, non è raro che il CEO di una grande compagnia rivendichi valori quali l'uguaglianza, la responsabilità sociale, eccetera quali "parti integranti della Company Culture".
Ma cosa significa esattamente?
Con questo termine, forse un po' altisonante, si indica l'insieme di ideali e comportamenti che concorrono a rendere una particolare realtà lavorativa distinta da qualsiasi altra.
In generale, la Company Culture non si consolida da un giorno all'altro, ma è il risultato di lunghi anni di esperienza e di interazioni tra le diverse componenti aziendali, in un processo che ricorda la nascita di una perla nell'ostrica (immagine poetica, vero?). 
Da molti punti di vista, l'attenzione delle aziende a promuovere un ambiente più employee-friendly e aperto alle istanze di tutto lo staff è sicuramente positiva, così come la promozione di cause percepite come importanti dai consumatori; le persone hanno opinioni, idee, principi: non possono essere ridotte alle mere funzioni di lavoratori o clienti, e rendersene conto ha effetti positivi sia in termini di engagement dei collaboratori che di reputazione del brand. 
Non male, vero?




Condivisione: ma fino a che punto?


Eppure, malgrado tutto, il concetto di Company Culture può avere il suo lato oscuro.
Ad esempio, c'è il rischio che possa sclerotizzarsi, tanto da diventare una vera e propria Tradizione, un totem da riverire acriticamente e senza condizioni: condizione, questa, riassumibile nella terribile frase "Si è sempre fatto così", che come si sa è stato il mantra di tante imprese destinate al tracollo.
Un altro possibile pericolo è un'eccessiva espansione, al punto di interferire nelle vite dei membri del team, magari a causa di (sperabilmente) ben intenzionati dirigenti (qui trovate una situazione un po' estrema, ma credo di aver reso l'idea!).
E proprio quest'ultima degenerazione può creare i maggiori problemi; provate a pensare a quanti potenziali talenti potrebbero darsela a gambe di fronte ad un ambiente troppo soffocante!
Come si suol dire, "il troppo stroppia"!


Una questione di priorità


Valutati i pro e i contro, possiamo provare a individuare delle linee guida per una Company Culture efficace:

  • Prima di tutto, essa dovrebbe essere dinamica, in grado di adattarsi ad un mercato del Lavoro sempre più fluido; Panta rhei!
  • In secondo luogo, andrebbe mantenuta il più snella possibile, limitandosi a quegli aspetti che davvero sono considerati importanti da tutti i componenti del gruppo; cerchiamo di restare sul concreto! 
  • Infine, dovrebbe tenere in conto la demografia dei (potenziali) clienti; un brand impopolare rischia davvero grosso, a prescindere dalla qualità del prodotto/servizio fornito.

Direi che sono considerazioni sensate, non vi pare?
Ovviamente, ogni realtà è diversa, e deve trovare da sé le proprie soluzioni; ma a prescindere dalla strada scelta, costruire la propria identità è sempre più importante.
Nell'Era 2.0, non conta solo ciò che offri, ma anche ciò che sei!


E ora, come di consueto, lascio a voi la parola! Sul vostro posto di lavoro percepite una Company Culture ben definita? Volete condividere le vostre esperienze? 


I vostri commenti sono sempre benvenuti, a presto!



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