Interdisciplinarità, il meticciato della Conoscenza

Nessuna Scienza è un'isola!


Gli esseri umani, per ragioni cognitive, hanno la tendenza a voler categorizzare qualsiasi cosa: dalle forme ai colori, dai tratti somatici a quelli caratteriali... fino ai vari rami del grande albero della Conoscenza: le Lettere da una parte, le Scienze Umane dall'altra, e le discipline STEM, solitamente, in business class.
Diciamo la verità: Leonardo da Vinci a parte, le persone dalla cultura enciclopedica ci lasciano a bocca aperta... e anche un poco sospettosi: come osa un matematico conoscere a memoria l'Odissea? E quel biologo, cosa vuol saperne di Economia?
Tuttavia, come spesso accade, la questione è molto più complessa di così.
Le nostre vite e attività sono governate da più forze, interiori ed esteriori: non possiamo essere ridotti a semplici meccanismi biologici, né possiamo crederci entità di "puro spirito".
Per affrontare le tematiche che ci coinvolgono personalmente, in un contesto sempre più fluido e globale, occorre un approccio interdisciplinare.


Dagli Atenei al posto di lavoro


Di questa evoluzione sembrano essersi accorti gli Atenei, la cui offerta formativa si sta gradualmente arricchendo di campi di studio fino ad ora sconosciuti: con sincerità, alzi la mano chi di voi ha già sentito parlare di Econofisica, ovvero della concezione in termini stocastici dei processi economici; o della Psicoeconomia, vale a dire dell'analisi psicologica applicata alle scelte di spesa e di consumo dei singoli individui; oppure ancora della Sociobiologia, cioè della "caccia" alle basi naturali del comportamento sociale; mentre dovrebbero esservi più noti termini quali Bioetica, Bioingeneria... e Medicina Narrativa.
Non riesco neanche a immaginare con cosa potrebbero cimentarsi le matricole del 2025!
Inoltre, a pensarci bene, un fenomeno simile lo vediamo tutti i giorni anche sul posto di lavoro; tanto per citare un esempio, gli Web Designer sanno di certo a cosa mi riferisco: tra codice, elementi di grafica, eccetera, gli aspetti da considerare in un solo progetto sono diversi.
Per non parlare poi dei sempre più ricercati Data Scientist, pronti a mettere le proprie abilità statistiche al servizio di ogni altro ambito di ricerca!


Da più strade, verso una meta comune


Insomma, gli ultimi sviluppi sembrano molto promettenti, soprattutto per quanto riguarda l'eterno conflitto tra Umanesimo e Scienze: sostenendosi l'un l'altro, integrandosi l'un l'altro, concorrono entrambi a rendere il nostro sguardo sul Mondo sempre più ampio e acuto.
Perché ciò avvenga, tuttavia, è necessario portare il meticciato della Conoscenza ovunque, a cominciare dalle nostre scuole: supportiamo la didattica di competenze trasversali quali le Lingue e la Programmazione, evitiamo di classificare a priori gli alunni in "piccoli Einstein" o "futuri Manzoni"; lasciamo ai più piccoli - e anche a noi stessi - la possibilità di esplorare tutte le vie desiderate...
E i risultati potrebbero davvero sorprenderci!


E adesso, come sempre, a voi la parola! Che ne pensate dell'Interdisciplinarità? Volete condividere esperienze personali al riguardo?


I vostri commenti sono sempre benvenuti, a presto!

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