#ProfessioniEmergenti: ecco il CRO... che non vi serve in banca!



Ben ritrovati! Oggi vorrei inaugurare con voi una nuova serie di post dedicati alle Professioni emergenti, quelle che si imporranno sempre più nel prossimo futuro.
Per cominciare, conosciamo il CRO, Chief Robotics Officer: chi è costui?  


Dalle banche... ai Robot!


CRO.
Una sigla non del tutto sconosciuta, soprattutto per chi lavora in banca; chissà quanti bonifici persi nei meandri delle varie transazioni sono stati recuperati grazie al loro codice riferimento operazione?
Ma non è di questo che vorrei discutere oggi con voi.
Infatti, sotto le tre lettere si cela ora una figura sempre più discussa, e destinata ad avere un ruolo crescente nei prossimi anni: mi riferisco al Chief Robotics Officer.
Chi è costui?
Se negli anni passati le imprese hanno inserito nei propri organici i Chief Technical Officer per lo sviluppo tecnologico e i Chief Information Officer per quanto riguarda la gestione del comparto ICT, qualcosa di analogo sta avvenendo con l'arrivo dei robot sulla scena; nasce la necessità di un profilo dedicato alla gestione e all'integrazione di tali nuovi strumenti nel contesto aziendale: ed è proprio qui che il CRO entra in gioco!




Quali funzioni, e quali competenze?


Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sarebbe sbagliato immaginare il Chief Robotic Officer come una sorta di moderno dottor Frankenstein, un inquietante visionario circondato da inquietanti impiegati automatici!
Al contrario, le sue funzioni sono molteplici e complesse, richiedono il supporto di un team qualificato, e ricoprono diversi ambiti:

  • Tecnico: monitoraggio e controllo delle applicazioni e dei dispositivi in uso;
  • Economico-finanziario: acquisizione di nuova strumentazione, gestione del budget dedicato e dei costi, amministrazione dei fondi;
  • Organizzativo-formativo: analisi dei dati, redazione e implementazione delle procedure standard di utilizzo, formazione del personale;
  • Strategico: individuazione dei nuovi scenari, pianificazione, esame della concorrenza. 

Affinché tutte le suddette mansioni possano essere svolte con successo, è essenziale una formazione decisamente multidisciplinare.


Dagli Stati Uniti... all'Italia


Se negli Stati Uniti ci si interroga già sulle competenze dei CRO e sul loro impatto nel mondo corporate, con studi di settore piuttosto approfonditi, la discussione in Italia è ancora agli albori, complice le dimensioni ancora contenute delle imprese coinvolte nel settore; ma i dati americani parlano chiaro: con un giro d'affari stimato di 63 miliardi di dollari, il mercato robotico si sta sviluppando a grande velocità, tutti gli ambiti lavorativi saranno, in misura differente, toccati dal cambiamento; e di fronte alla prospettiva di una rapida estinzione di varie occupazioni sotto i colpi dell'automatizzazione, sarebbe opportuno cominciare ad investire in una delle principali professioni destinate a futuro successo, che ne pensate?
Staremo a vedere!


E ora, come di consueto, lascio a voi la parola! Avevate già sentito parlare dei CRO? Li vedremo crescere e affermarsi anche in Italia?



I vostri commenti sono sempre i benvenuti, alla prossima!

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