#TrendingWords per l'Innovazione: Disruptive



Rieccoci! Procediamo con la nostra scoperta del nuovo linguaggio dell'Innovazione; nell'ultima puntata abbiamo conosciuto la figura del cosiddetto Intrapreneur; oggi invece affronteremo un termine ormai sempre più noto: ora tutti vogliono essere Disruptive; ma cosa significa?  


Un imperativo minaccioso!


Se controllate con regolarità la vostra homepage su LinkedIn, vi sarete forse resi conto della crescente frequenza con la quale compaiono parole come Disruptive, Disruption, eccetera, spesso accompagnate dall'inquietante monito:

"Be Disruptive, Or Be Disrupted!"


A prima vista, la cosa non sembra promettere bene, anzi; si avverte distintamente un senso di urgenza, per non dire di pericolo...
Ma cosa significa essere Disruptive?
Be', potremmo definirlo come il trovarsi al livello supremo dell'Innovazione, al punto di non limitarsi a migliorare o trasformare idee, processi o prodotti: li si ribalta, li si stravolge, e se serve li si elimina del tutto!
Questo almeno è il significato, non del tutto corretto, che gli è attribuito nella riflessione mainstream.
In un'epoca di grandi cambiamenti, tutti ormai sembrano ambire a tale status, e cercano in tutti i modi di informarne il Mondo intero.
Nessuno vuole restare indietro, nessuno desidera essere "disrupted"!




Da zero a cento km in un secondo?


Partendo da simili premesse, è ovvio che la necessità di essere sempre in prima linea si faccia ogni giorno più pressante: si deve essere all'avanguardia dell'avanguardia, chi non agisce è perduto, eccetera eccetera.
Se a questo punto vi sentite attanagliati dall'angoscia, non posso certo biasimarvi.
Siamo sicuri che questa corsa sia sensata, sempre e comunque?
Proverò a raccontarvi una storia!

La pasticceria DolciAntichi è molto conosciuta e apprezzata per l'alta qualità artigianale del suo prodotto, frutto di ricette tramandate da generazioni e per la particolare cura riservata al confezionamento; turisti provenienti da tutto il mondo vi si recano per gustarne le specialità, e i preziosi pacchetti che le contengono sono souvenir assai ammirati.
Nonostante la recessione, l'azienda se la cava egregiamente, e tutti i membri dello staff possono dormire sonni tranquilli.
Tutto cambia con il ritorno dall'estero del figlio primogenito dei proprietari, fresco di MBA conseguito presso una blasonata Università di chiara fama.
Prese le redini dell'azienda dai genitori, il rampollo storce il naso di fronte allo status quo, e decide di prendere provvedimenti per incrementare le vendite: qualcuno suggerisce una maggiore presenza sui social network, ma viene subito messo a tacere: "Non è abbastanza Disruptive!" sbraita l'erede.
In capo a sei mesi, tutto è stravolto: i graziosi dolci aviti sono sostituiti da composizioni a dir poco azzardate di uno chef uzbeko iper-quotato, mentre la presentazione dei prodotti - ora detta "packaging", è messa nelle mani di un'artista post-concettuale circassa che ha fatto faville a Parigi.
Tutto bene?
A quanto pare, no.
I clienti sono a dir poco disorientati: al posto dei deliziosi pasticcini e dei pregevoli involti di un tempo, si vedono offrire biscotti a forma di... non si capisce bene cosa, serviti in piccoli Picasso con il mal di mare!
La diserzione di massa è inevitabile.
Signore e signori, la Disruption è servita.
E la secolare attività è disrupted.

Ecco cosa può accadere pigiando il piede sull'acceleratore... nella direzione sbagliata!

Innoviamo, ma con la testa!


Insomma, come avrete capito, essere Disruptive non può essere per tutti.
Non ho nulla contro chi è particolarmente creativo e in grado di rivoluzionare la realtà, ma credo sia giusto ricordare che l'Innovazione non è fatta solo da pochi eletti sparsi per il vasto Universo, ma in molti casi si nutre di tempo, di tentativi ed errori, di riflessione, di collaborazione (se avete tempo, date un'occhiata a questo esempio fantastico!).
Non si possono pretendere svolte radicali ogni singolo giorno; per alcuni settori, poi - lo abbiamo visto nel piccolo aneddoto che vi ho proposto - traggono forza proprio dalla continuità con il passato.
Continuiamo per la nostra strada, senza correre troppo.
Non facciamoci distruggere dalla Disruption!


E ora, come sempre, a voi la parola! Quanto vi sentite Disruptive? Volete condividere le vostre esperienze? 


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!

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