Cultural savviness: ne abbiamo disperato bisogno!


Andiam, andiam, i mercati a conquistar...


Navigando la corrente dei social, mi capita spesso di incontrare l'hashtag #internazionalizzazione, usato soprattutto da chi si occupa di guidare le proprie o altrui imprese alla conquista dei nuovi mercati emergenti.
Se giustamente la maggior parte dei contenuti riguarda la struttura politico-economica dei Paesi in esame, soffermandosi su dati finanziari o demografici (per esempio, la recente decisione del Governo cinese sulla famigerata One-Child Policy), spesso non altrettanta attenzione viene data ad aspetti a prima vista più sottili, ma potenzialmente pericolosi se sottovalutati: mi riferisco alle differenze culturali, non di rado causa di imbarazzo, specie in occasioni formali quali le trattative tra business e tra professionisti.
Non mi riferisco a fraintendimenti sui massimi sistemi politici o religiosi, ma a quei piccoli gesti quotidiani che in un altro contesto possono assumere significati totalmente opposti, quando non osceni
Insomma, ci vuole un po' di Cultural savviness...


Non solo lingue! Qualche esempio dalla Sublime Porta


Ne sa qualcosa, ad esempio, chi per professione si occupa di Lingue straniere: sfogliando il mio libro di Turco, incappo infatti in un interessante capitoletto dedicato alla comunicazione non verbale: apprendo così che soffiarsi il naso in pubblico non è una buona mossa, mentre il nostro "ok" segnalato da indice e pollice uniti a cerchio è interpretato dagli eredi di Othman come un pesante insulto a sfondo omofobico (!).
Ma anche noi possiamo restare perplessi di fronte al misterioso linguaggio del corpo turco: se il vostro interlocutore abbassa le palpebre e sembra sul punto di addormentarsi, non offendetevi, perché vi sta dando ragione! Preoccupatevi invece di fronte a occhi spalancati e mento proteso verso l'alto: la negoziazione rischia infatti di arenarsi.
Come vedete, non è una passeggiata, e si tratta di una sola tra le mille culture del Mondo! :O




In breve: preparazione e Regola Aurea


Come Opportunity Seekers, non possiamo permetterci di perdere la sfida multiculturale: come salvarci da errori grossolani?
Una buona idea è abbinare, allo studio della lingua locale, quello della storia e della civiltà: per fortuna, sempre più manuali e testi includono preziose indicazioni al riguardo; un'altra opzione è fare tesoro dell'esperienza di chi già ha vissuto nei Paesi di nostro interesse, che sia nostro connazionale o nativo: una consulenza davvero impagabile.
E se a volte ci sentiamo scoraggiati o disorientati, ricordiamoci la Regola Aurea: se pretendiamo il rispetto professionale e personale, dobbiamo essere i primi a offrirlo agli altri!
Ne gioveranno la nostra mente, le nostre relazioni con gli altri... e anche il nostro lavoro :)


E ora, come sempre, a voi la parola! Quanto è internazionalizzato il vostro ambiente di lavoro? Come avete reagito a eventuali "shock culturali"?


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!

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