La rivincita dei geroglifici?


E questa sarebbe una parola?


Oxford.
Un nome prestigioso, che nell'immaginario comune evoca concetti quali tradizione accademica, culto della classicità, eccetera.
Tuttavia, neppure l'austero ateneo britannico è del tutto indifferente al mondo che cambia; infatti, Oxford Dictionaries, emanazione 2.0 dell'Oxford University Press, ha suscitato scalpore per aver proclamato Parola del 2015 una semplice emoji:

                                                                      tears-of-joy-emoji

Proprio così, una emoji - più precisamente "Face with Tears of Joy".
La vincitrice, spiegano i ricercatori, è stata protagonista di una rapida ascesa nel Web anglofono, che la renderebbe in qualche modo rappresentativa dello stato d'animo collettivo nel corso dell'anno in procinto di concludersi.
Le ragioni addotte dagli studiosi, va da sé, non hanno convinto tutti: sono state infatti numerose le obiezioni, più o meno vivaci, alla vittoria della sguaiata "faccina"; a prescindere dalla diversità di toni e di approcci, esse possono riassumersi in un indignato:

                          "E questa sarebbe una parola?"

Molti hanno salutato con ironia la "rivincita dei geroglifici".


Regole o uso? Il dilemma della Lingua


Al di là della questione emoji in sé, è interessante notare il periodico riproporsi di una domanda che spesso inquieta chi si occupa di Lettere: la Lingua è regola o uso?
In altre parole, la correttezza e la "purezza" di un sostantivo o di un modo di dire sono valori assoluti - da affidare alla difesa di Istituzioni quali la nostra Accademia della Crusca - oppure relativi, in buona parte dipendenti da noi parlanti?
Ad esempio, il povero congiuntivo - tanto spesso bistrattato nelle nostre conversazioni quotidiane - è da tutelare o da dimenticare in quanto "ormai quasi nessuno vi ricorre, fuori da scuola"?
Non è semplice dare una risposta valida per ogni situazione: come ogni attività umana, la Comunicazione è viva, e si evolve, utilizzando mezzi sempre diversi - primo fra tutti, negli ultimi anni, Internet.



Emoji... in modica quantità


E proprio parlando di Internet ritorniamo alle amate-odiate emoji: come comportarsi?
Se è vero che un'immagine vale più di mille parole, e che l'utilizzo delle "faccine" può aiutare a rendere le sfumature e le inflessioni del parlato in un messaggio scritto, dovremmo però fare attenzione a non perdere la ricchezza della parola vera e propria: concetti complessi e ragionamenti approfonditi non possono essere ridotti a quattro "geroglifici", per moderni che siano; non buttiamo al vento secoli di stile, trasformando le nostre e-mail o i nostri tweet in chiassosi "esantemi" grafici!
Insomma, sì alle emoji... ma in modica quantità :)


E adesso, come sempre, a voi la parola! Temete il ritorno ai geroglifici? Oppure siete emoji-dipendenti? 


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, alla prossima!

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