Twitter e i suoi "affari di cuore": verso un unico grande Social Maelstrom?


Un'innocua sostituzione?


Ieri pomeriggio, il popolo di Twitter è stato investito dall'ennesima novità adottata dalla piattaforma, in vero probabilmente meno radicale rispetto alle precedenti; la vecchia "stellina", utilizzata dagli utenti per contraddistinguere - in qualsiasi accezione del termine - i tweet altrui, è andata in pensione, sostituita da un cuoricino dal significato decisamente più esplicito, ovvero un "Mi piace".
Per quanto in apparenza poco rilevante, il cambiamento ha innescato una (imprevista?) reazione da parte del pubblico, che si è riscoperto in gran parte affezionato alla feature precedente, come testimoniato dall'ascesa meteorica di hashtag quali #RivogliamoLeStelline, #TeamStellina, e simili, nonché dalla comparsa, a distanza di poche ore, di Fav Forever, estensione di Chrome in grado di far riapparire l'amato simbolo per i "nostalgici". 


Uniformarsi, un imperativo?


Ma cosa ha spinto Twitter a procedere con il rimpiazzo?
Una delle motivazioni addotte è la necessità di fare chiarezza: se la defunta stellina poteva essere un segno di apprezzamento, di attenzione, o un semplice segnalibro per poterci tornare su in un altro momento, il cuore non lascia spazio ad equivoci di sorta; il che potrebbe anche essere condivisibile.
Tuttavia, per molti, quest'opera di "disambiguazione" rientrerebbe in un più ampio tentativo di rendere il network - a caccia di nuovi utenti - più "semplice", "popolare", seguendo l'esempio del rivale Facebook; e questo ci porta a interrogarci sul futuro dei social.
Twitter imita Facebook, ma è avvenuto anche il contrario: gli hashtag sono approdati a casa Zuckerberg solo nel giugno del 2013; per citare solo qualche altro esempio, Instagram ha di recente lanciato i propri canali tematici in risposta ai Moments di Twitter, mentre persino LinkedIn cede al fascino degli emoji già da tempo diffusi altrove...
A furia di inseguirsi - e copiarsi - l'un l'altra, le varie piattaforme rischiano di girare in tondo, senza senso, confluendo in un unico Social Maelstrom indifferenziato?




Usando un po' di immaginazione...


Se i social sono destinati ad assomigliarsi sempre più, quale potrebbe essere il loro aspetto nel 2020? Ho dato sfogo alla mia fantasia, ed ecco cosa ne è venuto fuori!

  • LinkedIn + Instagram = InstaLinked: social per l'autopromozione di tutte le professioni creative: stilisti, architetti, chef... e modelle/i! Ogni iscritto possiede un curriculum da aggiornare periodicamente con nuovi scatti - possibilmente gustosi o sexy.
  • Twitter + Facebook = Tweetbook: una lunga timeline con "assaggi" delle varie pagine e bacheche, che gli utenti postano freneticamente per farsi notare.
  • Twitter + LinkedIn = TwittIn, sfida di concisione, ognuno deve riassumere il proprio CV in 140 caratteri (qualcosa di simile esiste già, si tratta dei twesume).
  • Facebook + LinkedIn = Peeple, di (già) infausta memoria.

Che cosa ne pensate? E dire che non ho osato aggiungere anche Pinterest o Google+ alla mischia! 
Se volete, divertitevi anche voi a inventarne di nuovi :)


A ognuno il suo!


Scherzi a parte, come Opportunity Seekers non possiamo non chiederci quale sarà lo scenario futuro: i social sono una parte integrante del nostro modo di informarci, comunicare e farci notare, un loro totale snaturamento rischia di toglierci un importante strumento di crescita personale, culturale e lavorativa: la diversità è un valore!
E, nell'improbabile caso che Mark Zuckerberg e Jack Dorsey mi stessero seguendo, vorrei lanciare loro un appello: smettetela di giocare ad acchiapparella, mettete via il righello, e fermatevi un attimo a riflettere; i prodotti dei concorrenti vanno tenuti d'occhio per creare qualcosa di diverso, non per seguirli pedissequamente!
A ognuno il suo network, il suo stile, il suo scopo!


E ora, come sempre, la parola passa a voi! Qual è la vostra opinione? I social sono condannati ad un progressivo livellamento?


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, alla prossima!

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