Elementi di "Contabilità Relazionale"



Do ut des


"Posso chiederti un favore?", "Grazie mille!", "A buon rendere!"
Frasi che usiamo comunemente in famiglia, in ufficio, tra amici: in qualunque ambito della vita, l'autosufficienza è un obiettivo molto difficile, spesso quasi impossibile da conseguire.
Pertanto, più o meno consapevolmente, ci ritroviamo inseriti in un complesso sistema di relazioni più o meno mutualmente vantaggiose, in cui idealmente si favorisce la cooperazione di tipo win-win, da conseguire tramite politiche di negoziazione e di do ut des.
In pratica, esiste una vera e propria Economia sociale con cui dobbiamo fare i conti nella nostra vita quotidiana: mi piace definirla Contabilità Relazionale, in quanto si tratta, in fondo, di regolare con oculatezza i benefici e gli impegni che derivano da ogni nostra interazione con gli altri.
Regolarsi in questo Mercato informale ma vitale non è sempre semplice: dobbiamo affidarci al nostro buonsenso e a un minimo di galateo


Risultati a data da destinarsi e contrattazioni flessibili


La Contabilità Relazionale, espressione di rapporti fra esseri umani, non può sempre permettersi lo stesso rigore di quella Fiscale; i risultati di un favore-investimento deciso oggi potrebbero essere raccolti nel giro di un giorno come di uno o più anni: quante volte, magari nell'aiutare un amico "visionario" ma promettente, pronunciamo frasi del tipo "Ricordati di me quando sarai famoso/a"?
In alcuni casi può essere persino saggio concedere al nostro "debitore" una proroga indefinita: non possiamo sapere quando potrebbe servirci una mano.
Sempre a causa della sua umanità e informalità, poi, i contraenti godono di una certa flessibilità per quanto riguarda la "riscossione" di quanto è dovuto: un piccolissimo prestito in denaro potrà essere restituito in solido, ma anche in "natura", per esempio con un aiuto durante un eventuale trasloco, o con un modesto regalo (stavate già pensando male, eh?).
L'unico vincolo è l'onestà fra le due parti: una volta accordatesi su tempi e modi, nessuno dovrebbe essere autorizzato a interferire.



Anche un favore gratuito ci ripaga!


Arrivati a questo punto, già immagino le obiezioni di alcuni: "Che tristezza", "Che calcolo", "E gli atti di generosità gratuita dove li metti?"
Non li dimentico, non preoccupatevi: semplicemente, si tratta di un argomento che quasi non rientra nel campo della Contabilità Relazionale; ci si addentra in un ambito strettamente personale, legato alle intime convinzioni etico-morali dei singoli.
Ideali sui quali non mi permetto di sindacare; se non per rilevare che anche un gesto gratuito può portare vantaggi concreti a chi lo compie, se non altro in termini di qualità dei rapporti umani e di coesione del gruppo di appartenenza.
Insomma, disinteressati o meno, i favori possono essere uno strumento di crescita personale e sociale: fatevi i vostri conti! :)


E ora, come sempre, la parola passa a voi: come vi regolate fra favori chiesti/concessi? Ritenete la Contabilità Relazionale utile o un po' troppo arida? :)


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!

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