#TrendingWords per l'Innovazione: Unicorpse



Rieccoci, ben ritrovati nel 2016! Dopo diverse settimane di pausa, riprendiamo le nostra esplorazione del nuovo vocabolario dell'Innovazione; l'ultima volta abbiamo scoperto di essere dei Prosumer: oggi invece vorrei affrontare con voi un tema che già si preannuncia caldissimo: attenzione agli Unicorpse!  


La morte dell'Unicorno?


Come di consueto, in questi giorni il Web è stato teatro di una vera e propria fioritura di previsioni e congetture sull'Anno Nuovo: esperti e appassionati ci hanno offerto le proprie impressioni su ogni campo dello Scibile, dalla Geopolitica alla Ricerca... fino all'Innovazione e all'Economia.
E proprio concentrando la mia attenzione sui due ultimi ambiti, non ho potuto fare a meno di notare un neologismo recentissimo, coniato qualche mese fa e ora divenuto popolare tra i media anglofoni: Unicorpse.
Cadavere di unicorno, questa la sua inquietante traduzione in Italiano.
Insomma, diversi analisti considerano il 2016 un anno estremamente pericoloso per gli Unicorni, le super-startup beniamine dei Mercati.
Cosa sta succedendo? La favola è già finita?

Se la corsa la vince... il "doping"


Ebbene sì: gli Unicorni - e gli aspiranti tali - rischiano di soccombere alla loro stessa fama, all'incredibile hype che li ha circondati finora.
Terminato l'effetto "dopante" del Marketing, dei pitchfire, degli investimenti... cosa rimarrà?
Nella maggior parte dei casi, molto poco, temono gli esperti: la rincorsa ossessiva verso la crescita, l'auto-promozione compulsiva e l'assenza di un modello di business sostenibile nel tempo possono letteralmente "bruciare" una startup in breve tempo!
Il risultato? Miliardi di dollari andati in fumo, imprese distrutte... e lavoratori lasciati per strada quasi da un momento all'altro.
Una favola dal finale decisamente amaro.


Benvenuta realtà?


Per evitare il peggio, gli startupper - e gli investitori - non possono che abbandonare i sogni di gloria e impegnarsi, al contrario, per risultati magari meno eclatanti ma più stabili: forse, l'impatto con la realtà potrà favorire la nascita di una nuova generazione di imprenditori "pragmaticamente idalisti", più responsabili e in grado di creare attività più durature, che siano motori affidabili di occupazione, e non produttori ciclici di disoccupazione.
Un esempio più accessibile e "rassicurante" anche per le micro-compagnie italiane, ancora ben lontane dal suscitare una "agitazione di capitali" pari a quella prodotta dalla Silicon Valley.
In fondo, meglio un piccolo Unicorno che un Unicorno morto, no? :) 


E adesso, come sempre, a voi la parola! Quale futuro vedete per il "fenomeno startup", in Italia e all'estero? Avete esperienze o dati da condividere? 


I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!

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