GRRR@!!??@@@!!!ZZ! - Capito, no?



Carissimi tutti,

ecco l'ennesimo post su... LinkedIn.

- Urrà! -


Già pregusto il vostro sarcasmo - e già mi sembra di vedervi sul piede di guerra :P

Ma siate buoni, riponete uova e pomodori, e accordatemi cinque minuti, d'accordo?

Non ho intenzione di parlarvi di gattini, di chi si lamenta dei gattini, e di chi inveisce contro chi si lamenta dei gattini.

(...Sospiro di sollievo collettivo...)


Infatti, un fenomeno ben più irritante sta lentamente prendendo in ostaggio il social network professionale per eccellenza - o almeno la sua utenza italiana: la coprolalia.

Coprolalia, badate bene: non la parola "forte" usata per rafforzare un concetto, non lo sfogo estemporaneo di una frustrazione passeggera, e neppure il tentativo di essere il più possibile onesti e trasparenti (la filosofia del "parla come magni", per intenderci).

Ciò a cui faccio riferimento è il deliberato utilizzo del turpiloquio come strategia di attention-seeking estremo

Parlo di quei professionisti, per lo più di sesso maschile, solitamente fra i trentacinque e i cinquantacinque anni, disposti a tutto pur di farti capire chi comanda e come davvero gira questo mondo di m...: hanno i c... e i controc... loro, mica ti raccontano favolette politicamente corrette del c...!

La loro è una vita in trincea, non si fanno scrupoli: sono dei tipi con le p...!

Se ti permetti di dissentire, significa che della vita non hai capito davvero un c..., intesi?

Non come loro, che hanno la verità in tasca.

Se ne f... se non condividi la loro opinione; se ne f... così tanto da scriverti risposte chilometriche e infarcite di insulti più o meno velati - giusto per mettere in chiaro le cose, per permetterti di apprezzare la profondità del loro disinteresse.

Sono loro i veri ribelli, i profeti di LinkedIn!

Sono quasi certo che ognuno di noi ne abbia incontrati almeno un paio sul proprio cammino.

I loro post su Pulse?

In breve: "GRRR@!!??@@@!!!ZZ! - Capito, no?"

Letto uno, letti tutti: dopo il primo approccio, in genere li evito come la peste, e ho cura di eliminare tutti i loro aggiornamenti dalla mia homepage.

Ok, direte voi, ma almeno le loro idee sono valide?

Difficile dirlo: a distanza di pochi minuti, i concetti si dimenticano in fretta; resta solo l'amaro in bocca, il cattivo gusto del linguaggio utilizzato.

Portatori (in)sani di tossicità; così mi piace chiamarli.



E voi? Come li definireste? Avete avuto la... ehm, "gioia" di avere a che fare con questi gloriosi esponenti del Web?


A voi la parola, e a presto! :)



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