Troll... o Umani indignati?



Fra le tante creature - mitiche o meno - che popolano il Web, nessuna riceve tanta attenzione quanto il famigerato Troll.

Al pari dell'omonimo mostriciattolo norreno, esso si diverte a portare scompiglio, saccheggiare, e distruggere: non più nei villaggi, bensì nelle nostre conversazioni online.

Alla prima avvisaglia di polemica, spesso scatta l'allerta, seguita da risposte stizzite, e conclusa il più delle volte un bando perpetuo dal blog.

Problema risolto, no?

Forse no.

Frequentando diversi blog, curandone uno e collaborando ad un secondo, ho avuto modo di notare che spesso i toni più accesi non appartengono ai soliti disturbatori, bensì a persone sinceramente e appassionatamente indignate.

Se il Troll appare compiaciuto delle proprie frecciate, del proprio sarcasmo, della propria impermeabilità al dialogo, negli interventi dell'Indignato si coglie invece un'ira non di rado accompagnata da tristezza e frustrazione.

Se tentare di discutere con il Troll è impossibile e porta nel migliore dei casi in thread chilometrici, l'Indignato ci lancia, più o meno velatamente, una richiesta di aiuto: forse ha appena perso il lavoro, e vede un futuro fosco davanti a sé; forse è disoccupato da anni, e sta per cedere alla rassegnazione più cupa; oppure è un genitore separato che fatica a far quadrare i conti, chissà.

Sono tante le storie di quotidiana disperazione che incontriamo sul Web: per questo dovremmo prestare molta attenzione al nostro modo di affrontare gli eventuali commenti negativi.

Come distinguere, in concreto, fra Troll e Indignati?

Secondo la mia esperienza, i passi sono tre:

  1. Considerare il tone of voice: è freddo e stizzito, oppure forte e accorato?
  2. Esaminare il commento: ha qualche punto valido? Nel caso, riconosciamolo nella nostra risposta;
  3. Infine, chiediamo al nostro interlocutore: "Perché la pensa così? Parliamone".

A questo punto, se ci siamo resi conto di avere a che fare con un Indignato, resta solo una cosa da fare: offrirgli tutta la nostra comprensione - e, possibilmente, qualche consiglio.

Nella maggior parte dei casi, la persona cambierà atteggiamento, il tenore dei suoi commenti si "ammorbidirà", e potremo proseguire la conversazione con più tranquillità.

Non solo: nel nostro piccolo, avremo offerto il nostro sostegno, per misero che sia, ad un altro essere umano.

Ed è in situazioni del genere che la mia scrittura trova, forse, un vero significato.


E adesso, come di consueto, lascio a voi la parola: avete incontrato anche voi degli Indignati? E come vi siete comportati?
Le vostre esperienze e i vostri commenti sono benvenuti, a presto!


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