"Fa' ciò che ami" o "Ama ciò che fai"?



Gli esseri umani sono animali abitudinari.

Il nostro percorso evolutivo ci porta a scegliere sempre, quando possibile, la strada più semplice (non che sia sempre un male)...

Le abitudini sono facili, molto facili - così come le associazioni mentali.

Ad esempio, parliamo di Lavoro: quali concetti vi suggerisce?

Provo a indovinare - la maggior parte di noi avrà pensato a "Schiavitù" e "Passione".

Eccoli, i due poli tra cui si snodano i nostri percorsi professionali.

Sospinti dai nostri interessi e dalle nostre ambizioni, così come dalle nostre attitudini naturali e dalle nostre disponibilità economiche, sociali, ecc., cerchiamo di trovare la strada migliore per noi...

...in questo poco aiutati dai tanti messaggi discordanti che riceviamo dalle riviste, dalla televisione, dal Web.

Ad ogni intervista, ad ogni articolo, il rischio di imbattersi in dubbi atroci è sempre dietro l'angolo.

Fai ciò che ami, la passione ti porterà al successo, dice Tizio, startupper di successo.

Quindi i nostri impieghi fissi, dalle nove alle diciassette, sono conseguenza della nostra mediocrità? E i nostri tentativi di trasformare un hobby in business, falliti miseramente, ci piazzano un gradino più in basso rispetto al fantastico Tizio? 

Sii realista, cerca di amare ciò che fai, ribatte Caio, più pragmatico.

E anche qui, dubbi a non finire - i nostri sogni sono solo capricci? Dovremmo smettere di insistere con i sogni di gloria e mandare un bel cv a quell'azienda appena stabilitasi in città? 

Come fai, sbagli, a quanto pare.

La realtà, almeno secondo me, è molto più complessa.

Ogni occupazione, in misura variabile e da un punto di vista soggettivo, presenta lati positivi e negativi.

L'eccitante avventura come imprenditore o freelance può far pagar cara la "libertà" acquisita - la rincorsa a investitori e clienti, le entrate a singhiozzo e l'incertezza possono smorzare anche gli entusiasmi più ardenti.

D'altra parte, la monotona esperienza da dipendente può essere ravvivata da un buon rapporto con i colleghi, dai benefit aziendali... e da un reddito fisso.

In entrambi i casi, inoltre, le nostre preoccupazioni potrebbero essere premature - dopotutto, viviamo nell'Era del Lavoratore Surfista; panta rei.

In qualunque situazione, soppesiamo con calma ragione e sentimento, e soprattutto non facciamoci influenzare troppo da quel che leggiamo.

Di critici ed "esperti" ne troveremo sempre a bizzeffe sul nostro cammino - se dobbiamo sbagliare, facciamolo usando la nostra testa 


Senza altri indugi, a voi la parola: cosa ne pensate, e quali sono state le vostre esperienze? Ha vinto il cuore o la mente? Oppure entrambe? Oppure nessuna?
I vostri interventi sono benvenuti - alla prossima!

Popular posts from this blog