Mondo automatizzato, mondo atomizzato?

E.T.A. Hoffmann (1776-1822)

Di tanto in tanto, un autore del passato riesce a colpirmi per la sua capacità di affrontare tematiche, ansie e preoccupazioni in apparenza molto più "moderne".

È il caso del celebre autore tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776-1822), che alle carriere di magistrato e compositore affiancò un instancabile amore per la letteratura.

In particolare, nel suo racconto "L'Uomo della Sabbia" (Der Sandmann, 1816), emerge con molta chiarezza uno dei temi da lui più sentiti, ovvero il contrasto fra la nuova, spesso tortuosa sensibilità romantica, e il razionalismo illuminista dominante nel Settecento appena trascorso, rappresentati rispettivamente dal protagonista Nathanael, giovane dalle acute, cupe percezioni, e dalla fidanzata Clara, anima serena e rasserenante, dispensatrice di solido buon senso.

Molto interessante (ma poco discusso), secondo me, è uno dei punti di svolta della vicenda: a circa metà della storia, il tormentato protagonista, colpito da torbide visioni ed esasperato dal limpido, pronto scetticismo dell'amata, cade sotto il fascino ammaliatore di Olimpia, avvenente ma solitaria figlia del professor Spallanzani, suo docente all'Università.

In particolare, il giovane apprezza il silenzio della ragazza, la quale - al contrario di Clara - sembra ascoltarne con incredibile pazienza e interesse i lunghi e oscuri monologhi, aggiungendo al più qualche singulto e poche parole di commiato.

Paragonando tale muta partecipazione alla "prosaica" e insistente razionalità della fidanzata, Nathanael volta le spalle quest'ultima e giunge al punto di chiedere la mano di Olimpia.

Solo una fortuita rivelazione sulla vera natura della misteriosa fanciulla - un automa meccanico in grado di simulare (non perfettamente) il comportamento umano - riduce in cenere i sogni e la salute mentale del suo spasimante.

L'amore di Nathanael per Olimpia nasce, in ultima analisi, dalla passività di quest'ultima, dal suo essere uno "specchio psichico" per il giovane, dal suo essere "come lui la vuole".

Farà tutto lui?

Non vi ricorda qualcosa

Ebbene sì - grazie alla Tecnologia, sempre nuovi bisogni vengono soddisfatti senza ricorrere all'interazione fra individui: vetture automatiche, corsi di studio online e personalizzati, assistenti virtuali... persino fattorini robot.

Non solo: anche esigenze più personali e delicate potrebbero essere presto prese in carico dalla tecnica - provate a digitare "sexbot" so Google, ad esempio!

Il nostro Mondo è sempre più automatizzato - ma anche più atomizzato.

Non è impensabile un futuro completamente gestito dalla nostra servitù virtuale, grazie alla quale potremmo trascorrere isolati e protetti gran parte del nostro tempo - lavorando, allenandoci, o persino "viaggiando" grazie alla Realtà Virtuale.

Scarsi contatti puramente "telematici" con colleghi e datori di lavoro, relazioni sentimentali con bot e androidi sempre disponibili e in perenne adorazione, navigazione sui social priva di ogni confronto, con algoritmi preparatissimi a farci leggere, vedere e sentire solo contenuti corrispondenti al 100% ai nostri gusti e alle nostre opinioni...

E, al contrario di Nathanael, nessun disagio di fronte all'Artificiale, nessuno sgomento, bensì un pieno, ottuso e continuo compiacimento, ognuno nella propria confortevole gabbia dorata.

Uno scenario comodo, estremamente comodo - ma anche spaventoso: contatti reali ridotti al minimo tanto off- quanto online, atrofia intellettuale...

Miliardi di singoli mondi, ciascuno chiuso nella propria autosufficienza.

Forse è una conclusione affrettata, pessimista - eppure, leggendo e rileggendo il racconto di Hoffmann, mi sembra sia questo il pericolo contro il quale l'autore, a distanza di due secoli, cerca di metterci in guardia.


Che ne dite, finiremo davvero per lasciare il Mondo Reale, così ricco ma complesso, per rifugiarci in piacevoli Eden artificiali?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!


Popular posts from this blog