Facebook at Work, non sei tu il rivale di LinkedIn!




Come ben si sa, Facebook porta avanti celermente i propri piani di dominazione del Web.

Fra un tentativo di affossare Snapchat e l'altro, il social network per antonomasia ha trovato anche il tempo per lanciare un'esca anche al mondo del business, con la sua nuova piattaforma Facebook at Work, destinata, nelle speranze dei suoi creatori, a trasformarsi in un utile strumento di comunicazione aziendale.

Ne danno notizia, fra gli altri, anche gli amici di Keliweb - che, giustamente, si chiedono se questa novità non costituisca un guanto di sfida lanciato a LinkedIn.

Eppure, nonostante la forza di FB sia ben nota, penso che LinkedIn debba guardarsi da un pericolo ben più insidioso - beBee.

Vi ricordate di lui?

Ve ne avevo parlato brevemente discutendo dei possibili social media alternativi che avevo testato durante le vacanze estive.

La piattaforma spagnola, ormai assurta al rango di scaleup, ha trovato terreno fertile fra un buon numero di utenti scontenti di LinkedIn, irritati dal trattamento preferenziale accordato agli Influencer e da una percepita riduzione della propria capacità di ottenere engagement per i propri contenuti.

Una situazione ideale per beBee, che in breve tempo ha prodotto una messe incredibile di post e commenti promozionali, e reclutando con cura "brand ambassadors" fra gli iscritti più insoddisfatti.

Ultimamente, la campagna di marketing si è fatta ancora più pressante.

Ecco ad esempio cosa ha postato un mio contatto:


Un attacco piuttosto pesante, non vi pare? 

Pubblicità comparativa allo stato puro - e postata proprio sul sito concorrente!

Eppure, a quanto sembra, LinkedIn non ha ancora studiato una controffensiva.

Se fossi nel loro staff, contatterei personalmente tutti questi ambassadors, cercando di capire cosa li ha spinti fra le braccia dell'avversario - in fin dei conti, queste persone sono state fan di LI per anni: e potrebbero dargli una seconda possibilità, se si sentissero ascoltate.

La soluzione a questa crisi di fiducia non può non includere un dialogo diretto e sincero fra la piattaforma e i suoi utenti - e chissà che dal confronto non nascano nuove idee interessanti!

Insomma, per LinkedIn è arrivato il momento di difendersi dal pungiglione del rivale!

Altro che Facebook...


E ora, come sempre, a voi la parola! Conoscete beBee? Nel caso, cosa ne pensate? Chi, secondo voi, potrebbe davvero mettere LinkedIn in crisi?

I vostri commenti sono sempre i benvenuti, a presto!


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