L'irritante mini-funnel prêt-à-porter di LinkedIn


Frequentando LinkedIn (o anche altre piattaforme social) più o meno tutti i giorni, mi è spesso capitato di trovare sulla homepage l'anteprima invitante di un articolo promettente.

Il titolo mi incuriosisce, oppure conosco chi l'ha scritto - in ogni caso, accedo alla pagina indicata per saperne di più.

Le prime righe scorrono veloci, la mia attenzione viene catturata: seguo il filo del ragionamento, cercho di capire dove voglia andare a parare l'autore...

...E all'improvviso mi trovo davanti un perentorio:

Per continuare la lettura, clicca qui

Con un bel link al sito web personale dell'iscritto.

La mia reazione?

In tutta onestà, qualcosa del genere:

Ma anche no, carissimo - sul tuo blog pieno di auto-promozione non ci metto proprio piede.

Guarda, il tuo pezzo sembrava fantastico, già volevo metterti un like e accompagnarlo con un commento... e invece ti lascio a bocca asciutta - e ti va già bene che non segnali il tuo aggiornamento come spam.

...Come dite? 

Pensate sia un approccio po' troppo brusco?

Forse; ma provate a immaginare lo stesso tizio cercare di rimorchiare un'affascinante sconosciuta incontrata solo pochi minuti prima - piuttosto sconveniente, non credete?

Eppure l'atteggiamento di fondo è lo stesso: un'esca gettata con cura, una tela di ragno abilmente intessuta... per poi trascinare la preda per i capelli dove si desidera, verso call-to-action minacciose e pubblicità a badilate.

Qui si bruciano decisamente le tappe, altro che Inbound Marketing - sembra più l'ingresso della natural burella cantata da Dante!

Fatte salve cause di forza maggiore - come ad esempio mi è successo con un post recente - su LinkedIn Pulse si dovrebbero pubblicare contenuti completi, secondo me; nessun trabocchetto, nessuna scorciatoia.

A mio avviso è molto più onesto offrire ai lettori qualcosa di integro, che contenga link verso articoli pertinenti già presenti sul proprio blog - oppure aggiungere, alla fine dell'articolo, l'indirizzo del proprio sito.

Si tratta di uno sforzo in più, certo - è molto più comodo rifilare al prossimo brandelli di contenuti già pronti: ma nell'Era della Trust Economy si deve essere disposti a faticare un po', e a dare prima di ricevere.

Ricordiamolo sempre: più si è insistenti ed egocentrici, meno risultati si ottengono!


E adesso, la parola passa a voi - avete avuto esperienze simili? Oppure pensate che me la stia prendendo per un peccato veniale?
I vostri commenti sono i benvenuti, a presto!

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