Recruiting (a)sociale


Ultimamente si parla molto di Social Recruiting, ovvero dell'uso dei social network per le attività di ricerca e selezione del personale.

Se da un lato la pervasività di Facebook e soci rende uno sviluppo del genere quasi naturale, dall'altro l'ennesimo incrocio di esperienza virtuale e vita reale ci espone al rischio di delusioni.

Ne sa qualcosa Mario (chiamiamolo così), un lettore di lunga data del blog, che qualche giorno fa ha deciso di raccontarci via e-mail la sua disavventura.

Eccola:


Ciao Andrea,

mi chiamo Mario, ho ventisette anni e sono un grafico.

Leggo da un bel po' il tuo blog (anche se finora non me la sentivo di commentare pubblicamente), e visto che ti occupi spesso di disoccupazione e problemi connessi ho pensato di condividere con te e con gli altri visitatori un brutto episodio che mi è capitato.

Più o meno un mese fa, mi contatta su Twitter una piccola agenzia (fra l'altro nella mia stessa città) che si dice interessata a dei miei lavori che ho condiviso.

All'inizio sono sorpreso - su LinkedIn non mi si fila nessuno... e adesso mi cercano su Twitter?

In ogni caso controllo il loro sito, mi sembrano affidabili, e così rispondo quasi subito: molto gentilmente mi danno un indirizzo e-mail e mi invitano a scrivere per a fissare un colloquio.

Scrivo, mi rispondono... tutto bene: l'appuntamento è fissato per la settimana dopo.

Poi, proprio il giorno prima dell'incontro, mi arriva un altro messaggio: dicono di avere un'urgenza, e mi chiedono se possiamo rimandare.

Visto che abito poco lontano, non ho problemi - va bene anche un altro giorno.

Da quel momento, il silenzio assoluto.

All'inizio penso sia normale, se hanno avuto problemi saranno occupati.

Ma il tempo passa, e comincio a preoccuparmi.

Alla fine, dopo una settimana mi rifaccio vivo con un'altra e-mail, chiedendo notizie.

Dopo qualche ora, arriva una risposta tirata tirata, del genere "abbiamo ancora problemi, cercheremo di ricontattarLa appena possibile"...

...Ed evidentemente non sono più stati in grado di farlo, perché da allora ne ho più saputo niente - anche su Twitter sembrano andare avanti a tweet pre-programmati.

In questi giorni sono a colloquio con un'altra azienda, la prima fase è andata bene, quindi speriamo! 

Però il comportamento di quegli altri mi fa ancora andare in bestia - io manco sapevo della loro esistenza, fanno tutto loro, e poi mi piantano qui come uno scemo?

Vorrei farmi sentire ancora, mandarli aff..., ma ora come ora sono concentrato su questa nuova selezione, quindi lascio stare.

Mi sento però di dare un consiglio a tutti - i social sono fantastici, ma ti possono arrivare anche tante fregature.

Scusa per lo sfogo, spero che serva a qualcuno.

Cordiali saluti,

Mario


Certo che pubblico la tua lettera, Mario - anche perché non penso proprio che tu sia l'unico, anzi!

Sui social come di persona, tante aziende ci trattano da Risorse (Dis)umane - e lanciarsi su Twitter e compagnia non le rende per forza migliori.

Cosa posso dire?

In bocca al lupo per il tuo nuovo colloquio - se vuoi, tienici aggiornati, ci farebbe molto piacere risentirti 


E ora, come sempre, a voi la parola: avete avuto delle esperienze simili a quella di Mario? Come avete agito (o agireste) al suo posto?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti - a presto! 

Popular posts from this blog