#GiovaniDiOggi - American Election edition


Nuovo venerdì, nuovo appuntamento con i #GiovaniDiOggi.

Come ormai sappiamo, l'evento principe della settimana è stato l'inatteso successo di Donald Trump alle Elezioni presidenziali statunitensi - un risultato che ha lasciato molti a dir poco spiazzati - primi fra tutti, i sondaggisti di mezzo Mondo.

Sulle ragioni di questo risultato si è già detto e scritto moltissimo, e non ho certo intenzione di rincarare la dose.

Ciò che trovo invece interessante è il ruolo dei Millennials - e in particolare della fascia 18-29 anni nel processo elettorale.

In base ai dati raccolti, sebbene i voti dei più giovani siano andati nettamente a favore della candidata democratica Hillary Clinton, il loro contributo è stato indebolito da tassi di astensione e di preferenza per altri candidati ben superiori rispetto all'era Obama.

Un fatto che ci riporta alla mente un caso analogo - la famigerata Brexit, dove gli elettori under 35, nonostante la contrarietà all'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, si è presentato svogliatamente al voto... per poi contestare i risultati incolpandone i vecchi egoisti.

Quale lezione possiamo trarre da questi episodi?

Personalmente, penso che le nuove leve non possano più permettersi di sottrarsi alle urne: per quanto si possa diffidare della Politica tradizionale, non la si può ignorare, perché è ancora così che si decide il futuro dei nostri Paesi... e quindi anche il nostro e delle nostre famiglie

Protestare a posteriori serve a poco - il momento di decidere è alla cabina, con scheda e matita in mano.

Per quanto mi riguarda, il 4 dicembre mi recherò al seggio, a prescindere dalla mia opinione sulla questione - e invito tutti a fare altrettanto.

E ora, come sempre, a voi la parola: giovani lettori, andrete a votare? Elettori diversamente giovani, cosa ne pensano i vostri figli, nipoti, ecc.?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti - a presto!

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