I Bastian Contrari Perpetui e i 15 minuti su LinkedIn


Qualche giorno fa, disdegnando (giustamente) la psicosi referendaria, Daniele Imperi ha pubblicato sul suo spazio Penna Blu un ottimo pezzo, 7 contenuti scomodi da pubblicare nel blog.

Fra le categorie "incriminate", il bastiancontrarismo, ovvero l'opposizione alle idee precostituite e comunemente accettate, ha ricevuto molta attenzione da parte dei commentatori
In generale, pur riconoscendo il valore di prospettive originali e lontane dagli stereotipi, blogger e lettori si sono trovati d'accordo su un punto: se un po' di polemica può essere utile, basare la propria presenza digitale solo su di essa rischia di essere controproducente.

E in effetti, chi non finisce per trovare insopportabili quegli individui quotidianamente occupati ad apparire unici, speciali, illuminati?

Frequentando LinkedIn, ho avuto modo di incontrarne parecchi: al contrario dei boss, uomini d'affari scafati, aggressivi e orgogliosi di esserlo, i Bastian Contrari adottano un tono più mellifluo, fra l'insinuante e lo scanzonato - in ogni caso, cercano di mostrarsi amichevoli; dai loro post controversi e affamati di click, le aspiranti mucche viola ti strizzano l'occhio, invitandoti a scoprire il loro punto di vista "alternativo" e "controcorrente".

Cercano di agganciarti con titoli del tipo X ha torto!, o Amico, non credere a chi ti dice che...: senza lasciarsi troppo andare, ti torturano con il loro atteggiamento da perenni grilli parlanti: vogliono salvarti dalla mediocrità della massa - basta che tu sia disposto ad accettarli come tuoi guru.

La prima volta, un po' per curiosità, un po' per cortesia, dedichi dieci minuti del tuo tempo a leggere i loro articoli.

Posizione "controcorrente" a parte, non ci trovi nulla di che, e te ne vai.

Al secondo pezzo, ti limiti a cinque minuti - il tono è lo stesso, e spesso anche il contenuto: al massimo cambia il bersaglio.

Sbadigli, te ne vai di nuovo.

Dal terzo post in poi, li eviti come la peste: ormai la nomea di "Bastian Contrari di professione" non gliela toglie più nessuno.

In tutto, hai ricavato una serie di opinioni più o meno discutibili, in genere supportate da fonti poco più autorevoli dell'aneddoto personale o del cuggino dell'amico del fratello... e nessuna proposta alternativa.

Ti si dice che il popolo è bue, segue i soliti noti... e che per distinguerti dovresti invece ripetere a pappagallo la loro Verità - per fortuna che ci sono loro, pronti a tenderti una mano!

Mano che, chissà perché, decidi infine di rifiutare - dopo aver accordato loro i famigerati 15 minuti di fama linkediana.

Dopo aver smesso di seguirli, ti capita di imbatterti in qualche nuova concione, magari ricondivisa da un tuo contatto - e ogni volta resti deluso: già dal titolo ti rendi conto che la loro strategia non è cambiata di un millimetro.

Continuano ad abbordare i nuovi arrivati, li stordiscono, li mettono in fuga... collezionando nel frattempo qualche like di simpatia - e svariate menzioni sulle blacklist dei recruiter.


E li sorpassi.


E adesso, come sempre, a voi la parola: qual è il vostro rapporto con il Bastiancontrarismo a oltranza? Avete avuto anche voi a che fare con questi "artisti" del dissenso?
I vostri commenti sono sempre i benvenuti, alla prossima!

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