Autopsia di un blog


Sì, un blog può fallire, morire.

Ma niente paura, non mi riferisco a questo blog - giammai: il defunto è infatti il piccolo progetto da me iniziato a fine dicembre, Pensieri Caustici.

Vi ricordate?

Poco tempo fa, parlando dei miei obiettivi per il 2017, ne avevo annunciato la nascita, nella speranza di portare una ventata di freschezza nel mio modo di fare blogging.

E invece...

Qualcosa è andato storto: da diversi giorni, ancor prima di iniziare il nuovo anno, il mio nuovo spazio virtuale non è stato aggiornato, nessuna idea è arrivata in suo (e mio) soccorso.

Pertanto, con un certo rammarico, ho deciso di gettare la spugna - Pensieri Caustici termina la sua breve esistenza.

Archiviata la delusione, cerchiamo di capire come si è arrivati a questo punto.

Armati di camice e strumenti chirurgici, procediamo all'autopsia del caro estinto.

Ed ecco cosa scopriamo:


1 - Mancanza di un focus specifico

Devo essere sincero - i pochi post contenevano per lo più riflessioni estemporanee e prive di un progetto che le unificasse; poco più che sfoghi senza costrutto.
L'ossatura del soggetto era troppo debole.


2 - Tone of voice poco naturale

Altra pecca piuttosto grave: nel tentativo di suonare meno ingessato, ho adottato un registro piuttosto colloquiale, che però non solo non mi appartiene, ma non è neppure in linea con il resto dei contenuti da me prodotti in Rete.
Uno sforzo inutile, che ha solo indebolito il giovane organismo.


3 - Carenza di tempo

Ebbene sì - fra i propositi di maggiore produttività per Opportunity Seekers, l'impegno per Startuppers.eu e i nuovi compiti per Proposta Lavoro (di cui tra l'altro ora curo il profilo Twitter), di tempo per sviluppare un ulteriore calendario editoriale decente; e no, non è una scusa - è un dato di fatto!
I valori erano davvero bassini, purtroppo.


4 - E infine, la patologia peggiore: Passione insufficiente

Lo ammetto: dopo pochi giorni, l'entusiasmo per per il nuovo progetto si è dissolto.
E questa probabilmente è la causa principale di morte per il povero blog: in fondo, i tre problemi precedenti sarebbero stati risolvibili, se alla base ci fosse stato un reale interesse nel portare avanti la nuova sfida.
Elettroencefalogramma piatto.


E questo è quanto: fortunatamente, siamo appena a metà gennaio, e gli altri buoni propositi sono ancora vivi e vegeti!

Come abbiamo già ricordato, abbandonare un obiettivo rivelatosi irrilevante non è poi una tragedia, anzi - restano più energie per affrontare le sfide che davvero contano per noi.


Caro Pensieri Acidi, ti abbandono fra le braccia del World Wide Web, come un messaggio in bottiglia: ti ringrazio per avermi insegnato il valore della Passione - ma non mi mancherai.

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