Selfie - ma non era meglio l'autoscatto?


Come sapete, non sono un grande fan della nostalgia per il bel tempo che fu - anche perché di solito, retorica a parte, spesso non era poi così bello.

Eppure, devo confessare di aver trovato un ambito - piccino, in realtà - in cui il passato sembra vincere a mani basse.

Vi ricorda qualcosa la parola autoscatto?

Sì, parlo proprio di lui: quel simpatico meccanismo che ci dava il tempo di unirci ai nostri cari per scattare una foto di gruppo.

Battesimi, gite scolastiche, lauree, matrimoni; nonni, genitori, mode ormai superate e che oggi ci fanno inorridire (Vade retro, anni '80 😰) - le occasioni importanti non passavano mai sotto silenzio.

Oggi, invece, cosa abbiamo?

Il selfie.

Sarò onesto, già la parola mi dà l'orticaria - analizziamola.

Quel self, così solipsistico, autoreferenziale: io me stesso medesimo.

E poi quel suffisso -ie, che vorrebbe essere accattivante, moderno, cool.

Con me non attacca, ma con altri sì.

Ed eccoveli eternare ogni singolo istante della propria giornata, dalla colazione al momento di andare a letto - passando magari per l'agognata vittoria su una settimana di stipsi 

Ora, io non mi ritengo una persona dalla bassa autostima, anzi; e incoraggio sempre tutti ad avere fiducia in sé stessi.

Eppure, non riesco a immaginare quale maniaco potrebbe essere interessato a seguire ogni mio passo; dovrei essere megalomane per non chiedermelo.

E tuttavia, migliaia di internauti in tutto il mondo non sembrano porsi il problema - salvo poi piangere se una foto compromettente postata da loro stessi l'estate scorsa a Ibiza finisce per mettere in fuga i recruiter (che forse non vogliono il proprio futuro Account Manager ubriaco fradicio, con tacchi a spillo e un reggiseno in testa), o se il proprio pargolo, vittima innocente, decide di ribellarsi ad anni esibizionismo imposto (sì, è successo anche questo).

Misteri social.

In ogni caso, i selfie lasciamo ai più self-assorbed, che ne dite? 😎

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