*FACEPALM(e)*


La domenica stacchi un attimo dai social... ed ecco cosa ti va a succedere? 

Come previsto da alcuni, infatti, le Palme della discordia installate da Starbucks a Milano, in Piazza del Duomo... iniziano a fare una brutta fine.

Dopo le proteste di alcuni gruppi politici, ecco chi passa all'azione - e tre piante innocenti vanno a fuoco.

La reazione del Twitter italiano è stata immediata: da una parte, chi rivendica il gesto come:

  1. Rivolta contro il globalismo buonista terzomondista delle multinazionali;
  2. Tutela dell'identità italiana e occidentale in genere;
  3. Legittimo moto di disgusto contro un "aborto" urbanistico.

E chi invece non capisce come quattro piante - per quanto forse poco adatte all'architettura e al clima della città - possano rappresentare una minaccia tanto terribile.

Attirati dalle palme, arriveranno milioni di jihadisti?

Le piante nostrane perderanno il lavoro?

I Milanesi regrediranno allo stadio di primati per l'eccessivo consumo di banane?

Chissà.

E in un fiorire di commenti irosi da ambo le parti, hashtag ironici (#JeSuisPalma), teorie del complotto (vandalismo false-flag per screditare i critici delle palme), e via dicendo, qualcuno cerca con pazienza di districare la matassa dei commenti, ricordando a tutti che:

  1. Le piante sono innocenti;
  2. Sì, i cittadini dovrebbero decidere, ma fuoco e motosega non sono la soluzione;
  3. A Milano di palme ce ne sono già a dozzine;
  4. Se siete contro Starbucks, basta non frequentarlo;
  5. Il vandalismo è sempre tale, a prescindere da chi lo pratica...

Ma niente da fare - lo scontro fra fazioni continua implacabile, fra altre facezie (Odio di Palma), e thread chilometrici.

E a quel punto, potente e irrefrenabile, sale lo sconforto...


E non ci resta che abbandonarci a un plateale *FACEPALM(e)* 🙈

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