#GiovaniDiOggi - come spiegare?


Onestamente, ero indeciso sull'opportunità di scrivere questo post.

Mi sarebbe piaciuto concludere la settimana con un po' di ottimismo, quella buona sensazione che cerco di trasmettere attraverso queste pagine virtuali - e che voi con tanta cordialità mi restituite.

Invece, purtroppo, ci ritroviamo a stilare l'ennesimo bollettino di guerra - la disoccupazione, la precarietà, la disperazione hanno spinto un altro essere umano a porre fine alla propria vita.

E di tirare dritto come se nulla fosse non mi andava.

La vicenda di Michele, trentenne che viveva - o meglio, sopravviveva - in Friuli, ha scosso le coscienze di tante persone non soltanto per il dramma in sé, ma anche per la dura, lucida denuncia con cui ha accompagnato il proprio gesto.

Parole e toni pungenti come spine - che a volte si sono sentiti anche qui.

Nella sua ultima lettera, Michele esprime le ragioni della sua scelta, o almeno ci prova.

Ma siamo riusciti a capire davvero ciò che voleva dirci?

Ecco alcune delle reazioni che ho trovato sul Web (fra le tante, link inclusi):












Narrazioni distinte, spesso contrastanti - tessere di un puzzle che fanno fatica a incastrarsi le une con le altre.

Partendo dalle proprie esperienze e convinzioni personali, ciascuno cerca di dare un senso al dramma, di razionalizzare una scelta che sembra andare contro l'istinto umano più potente...

Leggendo le parole di Michele, mi sembra di cogliere una fredda rassegnazione, una decisione tragicamente ben ponderata.

Fermate il Mondo, voglio scendere - sembra voler dire.

Basta così.


E noi, cosa potremmo mai aggiungere?

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