Parla di questo, e su LinkedIn avrai successo


Su LinkedIn, come su altri social network, non è sempre facile capire cosa funzioni e cosa no - a volte post che ci sono costati ore finiscono nel vuoto, mentre in altre occasioni la prima scemenza che ci viene in mente ha un successo strepitoso.

Come fare, allora?

Oggi vorrei provare a rispondere a questa domanda... partendo da un mio status scritto fra il serio e il faceto:


Scrivendolo, non ho fatto altro che trarre alcune conclusioni dalla mia homepage: e gli appunti, le vignette e gli articoli che riscuotono maggior successo sulla piattaforma rientrano proprio fra le tre categorie da me citate:


1 - Critiche a LinkedIn stesso

Praticamente come sparare sulla Croce Rossa - la nuova interfaccia ancora non piace, si vogliono riservare le funzionalità migliori solo ai brand, gli articoli pubblicati sono sempre messi in secondo piano rispetto ai contributi degli Influencer...
Davvero, c'è soltanto l'imbarazzo della scelta: a spanne, direi che sul mio feed vedo almeno venti lamentele per ogni singolo apprezzamento per il lavoro di Jeff Weiner e soci - e da quando beBee si è messo di mezzo, le cose non hanno fatto che peggiorare.


2 - Esperienze orribili con i Recruiter (e le vendette di questi ultimi)

Questo è il piatto forte - e ammetto di averlo servito spesso anch'io ai miei contatti, sia su LinkedIn che qui sul blog: cv non letti o letti con i piedi, colloqui surreali, selezionatori spariti nel nulla, offerte truffaldine...
Se per disgrazia un giorno non ne avvisto nemmeno una traccia, inizio a preoccuparmi: avrò mica sbagliato piattaforma?
In più, mi è stato fatto notare in alcuni commenti, i selezionatori, forse stanchi delle continue contumelie, hanno deciso di passare al contrattacco: e giù un'altra serie di post infuocati contro i candidati che non leggono bene gli annunci, non si presentano agli appuntamenti, si dimostrano troppo arroganti...
Non se ne esce vivi.


3 - Foto (e infografiche, illustrazioni, eccetera)

Un tipo di contenuto buono per tutte le stagioni - e per tutti i social.
Peccato solo che otto volte su dieci si tratti di ciarpame pseudo-profondo, corredato da citazioni ormai fruste e altre banalità da talk-show del sabato pomeriggio.
Da quando sono stati annunciati i filtri alla Instagram, poi, temo il peggio.


Come potete notare, gli altri utenti sembrano aver apprezzato - segno che queste tendenze non sono passate inosservate...

E ora, armati di queste intuizioni, possiamo tutti partire alla conquista di LinkedIn.


Vi assicuro un aumento immediato della visibilità: quello che ne farete, dipenderà soltanto da voi!

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