#StorytellingEtico - Narrare o "Raccontare Storie"?


Venerdì 26 e sabato 27 maggio ho avuto il piacere di seguire via Twitter la due giorni di #visualsamo, evento dedicato allo Storytelling mediante contenuti visuali tenutosi a Sesto San Giovanni.
Fra una marea di immagini, ottimi consigli e una buona dose di umorismo (che non guasta mai), esperti e partecipanti hanno cercato di capire insieme come il potere della Narrazione possa aiutare professionisti e aziende a catturare l'attenzione di un pubblico sempre più distratto da un bombardamento costante di stimoli.

Nulla di male in questo, ci mancherebbe - il Mondo è grande, e io per primo sono convinto che ognuno di noi abbia in sé una storia interessante da raccontare (io per primo!)...

...senonché un paio di considerazioni fatte durante la conferenza mi hanno lasciato un po' perplesso:



Ora, immagino che le intenzioni degli speaker fossero del tutto oneste, ma parole come queste rischiano di essere travisate.

In parole povere: se noi come siamo non andiamo bene, dovremmo forse cercare di mostrarci come qualcosa di diverso?

Ma a questo punto si passa dal Narrare al Raccontare Storie, non vi sembra?

Peccato che, prima o poi, tutti i nodi vengono al pettine: a furia di vendere un'immagine artefatta di sé si potrà ottenere tutto il successo del Mondo, a breve termine... ma lo scontro con la realtà si lascerà dietro solo una folla disillusa e delusa.

Entrare a forza nei panni di qualcun altro è faticoso e innaturale - e le persone se ne accorgono!

Per quanto mi riguarda, credo che l'unica forma di Storytelling etica ed efficace sia quella che porta alla luce le caratteristiche migliori che già si possiedono: non si inventa nulla, semplicemente si fa risplendere ciò che merita attenzione e che può avvicinarci agli altri.

Un conto è limare e lucidare, un altro mascherare.


Io mi fiderei più di un'autobiografia che una fiction... e voi?

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