#GiovaniDiOggi - l'odissea per (non) mandare un CV


Avete presente quelle volte in cui vi affannate come matti dietro a centodieci questioni per tutto il giorno, e a sera vi rendete conto di non essere ancora riusciti a risolvere nulla?

Ecco, ieri mi è successo qualcosa del genere.

Ma andiamo con ordine.

Verso sera, mentre gli ultimi raggi di sole illuminavano lo schermo del mio portatile, LinkedIn mi manda come sempre la notifica delle nuove posizioni di lavoro disponibili in base ai criteri da me impostati.

Apro l'e-mail...

...e sorpresa!

Uno dei posti vacanti presso la ditta XY corrisponde alla perfezione ai miei desiderata - si trova in ambito Amministrazione e Marketing, la sede e l'orario di lavoro si conciliano bene alle mie esigenze, e persino la retribuzione non sembra male.

Ringrazio sentitamente LinkedIn - il cui algoritmo non sempre ci azzecca - per l'ottimo risultato, e parto in quarta, prima che qualcun altro possa precedermi.

Clicco sulla pagina indicata - e, come previsto, al posto del comodo Easy Apply fornito dalla piattaforma, l'azienda in questione preferisce raccogliere i curriculum direttamente sul proprio database.

E va bene, mi dico - magari sarò fortunato e si tratterà solo di caricare il cv.

Clicco di nuovo...

... e no, non sono fortunato.

La società, infatti, non l'effettiva datrice di lavoro, ma è solo la solita intermediaria.

Ovviamente, mi chiede l'iscrizione al proprio portale.

Potrei farlo usando uno dei miei account social, ma preferisco non collegare loro troppi siti web; in fin dei conti, non li conosco, e il pericolo di virus e malware è sempre in agguato.

Così, mi rassegno ad inserire direttamente delle credenziali ad hoc, e-mail e password (un'altra ancora da ricordare, sigh).

Resto comunque fiducioso: visto che richiede il mio cv, magari sarà una di quelle piattaforme smart in grado di estrapolarne da sé le informazioni principali.

Ebbene - resto deluso di nuovo!

Dopo aver contato fino a dieci, mi accingo allora a compilare ogni singolo campo - dalla data di nascita fino all'ultima esperienza lavorativa, più una bella foto che sia abbastanza rassicurante da indurre i signori della ditta XY ad assumermi.

L'ultimo scoglio?

Le competenze.

E qui mi ritrovo in un guazzabuglio di Italiano, Inglese, Spagnolo e Portoghese, quasi come se quest'ultima form fosse stata redatta a quattro mani!

Non solo: a causa di questo melting pot linguistico, una skill inserita ogni due mi viene respinta, in quanto non trova corrispondenza con il loro database interno!

Dopo venti minuti di strenua lotta, il programma ha forse pietà di me, e mi lascia finalmente inserire tutte le voci che desidero.

Stremato, guardo l'orologio - e altro che dieci minuti!

L'intero processo mi ha preso poco meno di un'ora.

Ma adesso è tutto pronto, mi dico.

Il profilo è a posto.

Non hanno più scuse per negarmi la candidatura.

Clicco sul tasto indicato e...

WTF?

Quei lestofanti mi hanno ingannato!

L'offerta di lavoro si trova... su un terzo portale di annunci di lavoro!

E anche qui mi chiedono l'ennesima trafila!!!

In pratica, tutto il compilare di prima era tutta una messinscena.

Io ho perso un'ora per niente... e quegli altri hanno ricavato decine e decine di dati da rivendere a Centri di Formazione vari, pronti intasare la mia mail-box di offerte imperdibili e corsi improbabili, da Trader finanziario per l'investimento in bond sovrani del Burkina Faso a Counselor e Life Guru.

Almeno ho usato un indirizzo secondario di posta invece di quello "ufficiale", mi consolo.

Guardo ancora l'orologio - praticamente è ora di mettersi a letto.

Soffocando l'istinto di scagliare il computer giù dalla finestra, mi corico, pensando sul da farsi.

Forse domani affronterò anche questo nuovo portale - forse: sperando che non sia un'altra trappola.

E niente, ai #GiovaniDiOggi (e non solo) succede anche questo - non è neppure la prima delusione di questo tipo.

Non è morto nessuno, per carità.

Ma il prossimo che accusa noi ragazzi di apatia nel cercare lavoro, lo butto nel Ticino.


E con questi buoni propositi, vi auguro un buon weekend - alla prossima!

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