Se cercar lavoro diventa la tua identità...


Lo so - non è la prima volta che ne parlo.

Però, visto che c'è sempre qualche parente/conoscente fintamente interessato pronto a tirar fuori l'argomento, mi tocca riparlarne.

"E il lavoro?"

Da un bel po' di tempo, questa è la prima domanda che mi sento rivolgere non appena incontro qualcuno.

Se ho un lavoro.

Se sto cercando un lavoro.

Se ancora spero di trovare lavoro.

Come se ormai la mia identità fosse tutta lì, nel mio inseguire il miraggio di un impiego un po' meno precario.

Come se il mio stato d'animo, le mie idee, le mie passioni, i miei propositi, i miei timori... insomma, tutto ciò che va al di là del mandare curriculum non contasse nulla.

A volte credo di sapere come si sente chi soffre di qualche malattia cronica, o chi cerca di avere figli senza riuscirci, e deve pure subire domande indiscrete a ogni piè sospinto.

Insomma, 'sto lavoro ce l'ho o no?

Questo vuole sapere l'Inquisizione improvvisata.

"Mi arrangio", sono costretto a rispondere.

Ed ecco subito le solite frasi fatte, i soliti consigli, l'occasionale promessa di una "buona parola" presso Tizio o Caio (che se poi ci mettiamo di mezzo anche il cognato assessore o lo zio prete il successo è assicurato).

C'è poi chi la butta sul politico - i parlamentari che s'ingozzano con figli e amanti, i clandestini che ci invadono, la Cina vicina e Kim con l'atomica.

Quando sono dell'umore, cerco di spiegarmi, di ragionare insieme - ci provo davvero, a far loro capire che la loro "buona parola" non è troppo diversa, in principio, da quella del deputato nepotista; e che ricondurre dei fenomeni socio-economici globali "alla Boldrini e agli immigrati" forse è un filo riduttivo.

E a quel punto vedi i sorrisi farsi più tirati, i toni più secchi.

Se non voglio accettare il loro aiuto - e soprattutto la loro versione dei fatti - peggio per me.

Un altro paio di parole di circostanza, giusto per cortesia, e finalmente se ne vanno.

Mi chiudo la porta alle spalle.

Smetto di essere un caso pietoso, torno ad essere una persona.

Respiro.

Fino alla prossima volta.


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