#GiovaniDiOggi - come NON reagire a un attentato


Ed eccoci, come ogni venerdì, a parlare dei #GiovaniDiOggi.

Con un po' di ritardo, è vero - ma visti i fatti di oggi a Londra, la mia idea iniziale (un discorso su iPhone 8 e consumismo) è passata rapidamente in cavalleria, e mi sono perso su Twitter.

Ed è proprio sulla piattaforma che ho notato di nuovo una tendenza piuttosto diffusa fra gli utenti più giovani, fra i teenager, per intenderci - un comportamento che mi ha lasciato perplesso.

In poche parole - avete mai fatto caso a cosa twittano tanti ragazzi dopo ogni attentato?

In generale, i cinguettii under 20 possono riassumersi in quattro categorie, sempre le stesse:


1 - Oddio, che schifo, che mondo di m***a!

Cari adolescenti, lo so che siete molto giovani, ma ho abbastanza stima di voi da pensare che questo lo sapeste già: sì, spesso il Mondo può essere davvero un posto tremendo, e per quanto le cose ci possano andare male, c'è sempre un sacco di gente che se la passa peggio di noi - un ottimo motivo per prendere in considerazione l'idea del volontariato o di sostenere qualche causa che meriti, fra l'altro.


2 - Oh no, proprio a X, una così bella città - ci sono stato/a sei mesi fa!

Eh già - ci sei stato/a tu come milioni di altre persone: magari il fatto che ti piaccia o che l'abbia visitata avesse il magico potere di rendere quel posto immune dagli attacchi terroristici!


3 - Noooo, ma lì ci abita la sorella del ragazzo della cugina della mia compagna di banco!

Al giorno d'oggi, la gente si sposta molto più di frequente rispetto ad un tempo: fra l'altro, nel caso di oggi, parliamo di Londra, non di una sperduta cittadina ai confini della Siberia - pertanto, il fatto che l'utente medio abbia un parente, un amico, o anche un amico di un amico di un amico da quelle parti non mi sembra particolarmente degno di nota.


4 - Brutti st****i, basta attentati - noi vogliamo vivere!

Questa è semplicemente la mia preferita (si fa per dire): se il desiderio di una vita normale di tanti ragazzi siriani, iracheni o yemeniti è stato spazzato via così, perché il vostro dovrebbe ottenere più rispetto?
Davvero pensiamo che a gente del genere, fanatica e/o mentalmente disturbata, importi qualcosa delle suppliche di un'ipotetica Ilenia di quindici anni o del suo altrettanto ipotetico fidanzatino Jacopo?


Insomma, fatto salvo il diritto di esprimersi come meglio si crede, penso che dopo l'ennesima giornata di panico potremmo anche produrre qualcosa di più profondo - o anche niente del tutto, in fondo nessuno è obbligato a dire la propria.

Altrimenti, come si fa a dar torto a chi deride i teenager (e i Millennials in genere) come la "generazione dei gessetti"?


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