#GiovaniDiOggi - L'Alternanza della Discordia


Oggi sedevo alla mia scrivania, indeciso su cosa scrivere per la nostra discussione settimanale sui #GiovaniDiOggi, quando ho notato le reazioni sui social alle recenti proteste dei ragazzi coinvolti nei progetti di Alternanza scuola-lavoro.

Qual è il casus belli?

Be', a quanto pare, molti studenti lamentano il fatto che dietro la decantata possibilità di conoscere da vicino il settore professionale per il quale si stanno formando si celino in realtà non pochi casi di sfruttamento di manodopera a basso costo - in pratica, le mansioni loro attribuite ufficialmente sarebbero sostituite da tutt'altro, in base al capriccio dell'azienda ospitante.

Proteste genuine o espressione di una generazione pigra e lamentosa?

Su LinkedIn ovviamente il conflitto fra giovani e meno giovani si è scatenato in grande stile, con generalizzazioni e scomuniche da ambo le parti - e, considerata anche la composizione demografica dell'utenza attiva sulla piattaforma, il secondo punto di vista ha cominciato a prevalere.

Ora...

A me, personalmente, cadono le braccia - posso dirlo?

E questo perché, tanto per cambiare, la complessità è stata totalmente ignorata a favore del solito, mutuo linciaggio (social)mediatico, senza troppo entrare nel merito della questione.

Nessuno che si sia chiesto se qualche caso di disonestà fra i datori di lavoro possa effettivamente essersi verificato.

Nessuno, d'altro canto, che abbia fatto una distinzione fra tali possibili eccessi e una condanna totale e definitiva dell'Alternanza in sé (vuoi mica non condannare qualcosa venuto fuori dal governo Renzi, eh?).

Forse sarebbe meglio andare a verificare ogni singolo episodio denunciato, prima di sparare nel mucchio, non vi pare?

Per dire - se al ragazzo preposto in teoria alla reception viene chiesto anche di fare altro (piccole commissioni, fotocopie, ecc.), non è certo il caso di gridare allo scandalo: certo che se invece lo stesso allievo la reception non la vede mai e finisce a fare caffè da mane a sera, forse qualche motivo di lamentarsi ce l'ha.

Quanto la mala gestione del percorso scuola-lavoro sia diffusa, non lo so - resto in attesa di dati più certi.

Quel che so, tuttavia, è che finché non andiamo oltre al solito "io alla vostra età lavoravo 36 ore al giorno a pane, acqua e cinghiate" da un lato, e il "ce ne andiamo dall'Italia perché voi vecchi avete rovinato tutto" dall'altra, da tutti i problemi del Lavoro - dei giovani e degli "anziani", senza distinzione - non se ne esce.

Personalmente, sono convinto che l'Alternanza possa funzionare, e anche bene - purché si creino le condizioni ad essa favorevoli.

E niente, anche questa settimana si finisce un po' in polemica... alla prossima!

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