#GiovaniDiOggi - Crescere a pane e WhatsApp


C'erano una volta i capannelli di mamme davanti alla scuola.

Con qualsiasi tempo, dopo aver consegnato i pargoli alle mura scolastiche, chi non aveva impegni pressanti passava volentieri qualche minuto a chiacchierare, se non altro per scambiarsi opinioni sulla nuova maestra di Matematica o sui costi dell'imminente gita scolastica.

C'erano - una volta.

Ora, complici i nostri ritmi più incalzanti e una buona dose di tecnologia, il networking materno - e, sempre più spesso, anche paterno - passa per WhatsApp.

Proprio così - la stellina di Casa Zuckerberg, nella sua conquista dell'Italia, non ha trascurato le famiglie, anzi: e, lungi dall'essere criticata come fonte di disturbo, sembra essersi accaparrata un posto d'onore nella nuova routine casalinga.

Ed eccoli, allora, i nuovi genitori, affannarsi sulle tastiere di telefonini sempre più piccoli, sobbalzare ad ogni nuova notifica - oppure, nel caso delle Mamme Rappresentanti, comporre qualche messaggio e dichiarare, con aria d'importanza, di star avvertendo tutti i genitori iscritti al Gruppo III B.

E, al suono della campanella, anche i bimbi vengono informati delle ultime nuove - del tipo "Oggi ho sentito su WhatsApp la mamma di Federica: se volete, potete fare i compiti assieme", oppure "Non fare il furbo, signorino! Il papà di Paolo mi ha avvertito della verifica: com'è andata?"

Tutto molto efficiente, per carità - soprattutto in caso di emergenza.

Peccato che alcuni genitori ormai sembrino degli invasati: magari dopo anni di diffidenza verso simili "diavolerie", ora sembrano volersi rifare del tempo perduto, benché sempre sotto il rispettabile pretesto della cura della prole.

Il che, ahinoi, porta non di rado a risultati... poco ortodossi, come insulti e faide personali finite poi in Tribunale, o anche decisamente esilaranti - come i video hot spediti per sbaglio da qualche mammina in cerca di evasione e diventati virali (sì, è successo anche questo! E forse si spiega così l'improvviso interessamento di tanti padri alle ultime notizie di classe...).

E se le scuole, da parte loro, cercano di mettere un argine all'uso delle app di messaggistica, mamme e papà non sembrano pronti a mollare l'osso tanto facilmente.

Chi vincerà?

Nel frattempo, i #GiovaniDiOggi - davvero giovanissimi, in questo caso - rischiano di crescere fra madri indignate ("Perché non mi hanno avvertita della festa della piccola Matilde?"; "Come osano non consultarmi sul regalo di fine anno alle maestre?") e padri più interessati alle mamme (degli altri) che a loro.

Lettori genitori, voi che ne pensate?

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