#GiovaniDiOggi - #Università: davvero per tutti?


Università e numero chiuso - un tema che di tanto in tanto si ripropone, soprattutto vista l'importanza dello studio per il futuro dei #GiovaniDiOggi.

A riaprire le danze, almeno nel mio angolo di Web, è stata Eliana Streppa - il cui canale YouTube, To the Science & Beyond! è seguito da moltissimi utenti, e con giusta ragione, per il suo mix fra rigore scientifico e capacità di esporre argomenti complessi in modo accessibile.

Nello specifico, Eliana ha detto la sua su un provvedimento molto discusso in Francia - dove il problema delle Facoltà sovraffollate e di quelle trasformate in "parcheggi" ricorda molto da vicino la situazione italiana.

Il suo video, che non ha mancato di suscitare reazioni anche vivaci, lo trovate qui.

Di seguito invece, ecco la mia risposta:

Trovo sia molto giusta la distinzione che fai fra il diritto allo Studio e il diritto alla Laurea - il fatto è che oggi, per tutta una serie di motivi (scomparsa di tante professioni, innalzamento dei requisiti richiesti per molte altre, peer pressure e chi più ne ha più ne metta), ragazzi e genitori si sentono sempre più "costretti" a ritenere l'Università come l'opzione più sicura per assicurarsi un avvenire.

Se, uscito dal Liceo, mi fosse stata fatta una buona proposta di lavoro - o avessi almeno avuto una certa fiducia nel fatto di riceverne una - molto probabilmente non avrei neppure preso in considerazione di proseguire gli studi, o almeno non mi sarei avventurato per la strada che ho poi scelto (Bioingegneria, fra l'altro), risparmiandomi anni di fatica, stress e quant'altro.

Vogliamo essere più selettivi per quanto riguarda l'accesso agli Atenei?

Ottimo, penso che sia una grande idea anche per le Facoltà non-scientifiche (che, già ricordato, spesso si trasformano in veri e propri "parcheggi", passando poi per le famigerate "Scienze delle merendine") - però facciamo sì che chi non va all'Università senta di avere (e abbia effettivamente) delle possibilità.

Altrimenti, alzando solo i requisiti d'ingresso, potrebbe verificarsi la situazione già descritta da altri utenti (ovvero, le scuole superiori diventerebbero una semplice corsa a ostacoli per avere i voti più alti), un po' come già succede in certi Paesi dell'Estremo Oriente, dove i ragazzi arrivano all'esaurimento nervoso, e purtroppo in alcuni casi persino al suicidio (!) perché magari per una frazione di punto non hanno ottenuto un posto nell'Ateneo o nella facoltà scelta.

Insomma, per riassumere tutto 'sto "polpettone": finché passa l'idea che ormai l'Università sia l'unica via per "sopravvivere", ogni tentativo di rendere i criteri d'ingresso più stringenti si scontrerà con forti opposizioni.

E voi, cosa ne pensate? Buon weekend!

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