#GiovaniDiOggi - contiamo troppo poco?


[SE NON VI VA DI LEGGERE, ECCO IL VIDEO]

Proprio ieri, una discussione nata su Reddit mi ha dato l'idea per parlare dei #GiovaniDiOggi:


Un voto extra alle famiglie per ogni figlio minorenne - che ne pensate?


Vi suona familiare?

In effetti, dovrebbe, dal momento che non si tratta di una proposta nuova, tutt'altro (sull'argomento ho rinvenuto un pezzo del 2004!); che tuttavia, ciclicamente, rifà la sua comparsa.

E, da un certo, punto, non è difficile capire il perché: sui media i giovani vengono spesso presi di mira con argomenti tendenziosi, e senza troppa possibilità di replica; chi ha figli (soprattutto le donne) viene discriminato, a volte in modo anche plateale; e poi ci si stupisce di chi fugge all'estero?

D'altra parte, però, prima di arrivare a soluzioni così drastiche - e prima che tutti i partiti inizino a chiedere ai propri iscritti fiocchi rosa e azzurri a ripetizione prima di ogni elezione (!) - viene da chiedersi quanti siano i giovani maggiorenni (inclusi i giovani genitori) a votare, o ad unirsi a un sindacato - infatti, se prendiamo il caso delle associazioni dei lavoratori, noteremo una schiacciante preponderanza, fra le loro file, dei pensionati, mentre minima è l'utenza under 35.

E, ovviamente, un'organizzazione non può che favorire gli interessi della sua componente maggioritaria, trascurando il resto.

Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso, quindi?

Be', non necessariamente, in realtà: prima di accusare i giovani (anche) di scarso attivismo, perché non indagare sulle cause di questa disaffezione?

Forse partiti e sindacati non sono ancora attrezzati al meglio per raggiungere i Millennials, ad esempio con campagne mirate sui social media; oppure non sono riuscite a stare al passo con una realtà economica e sociale in rapida trasformazione.

Oppure, ancora, i ragazzi credono in altre forme di rappresentanza, mentre quelle attuali appaiono loro inadeguate alla globalizzazione e alla rapidità di trasmissione di idee e iniziative.

Certo, si tratta di un dilemma non semplice, che porterebbe entrambe le parti a rimettersi in discussione, e non poco.

Quale che sia il problema, comunque, probabilmente non può essere risolto trasformando i corpi delle donne in armi politiche, in macchine da voti, bensì affrontando le sfide di chi già oggi può dire la sua alle urne.

E con questa mini-filippica, vi auguro buon weekend; alla prossima!

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