#GiovaniDiOggi - Ricerca precaria, non prioritaria


Con una nuova settimana in chiusura, rieccoci a parlare dei #GiovaniDiOggi - questa volta, purtroppo, non in grande disposizione d'animo.

Infatti, mentre molti di noi già iniziano a dare gli ultimi tocchi ai progetti in corso prima di lanciarsi a capofitto nelle vacanze natalizie, molti nostri concittadini non sembrano in vena di festeggiare - e per una buona ragione.

Sto parlando dei ricercatori universitari, che ancora una volta si ritrovano costretti a battersi per evitare di finire per strada.

Dopo anni di leggi e controleggi, alti e bassi, speranze e delusioni, infatti, molti di loro sanno di non poter contare su di un impiego stabile, nonostante il tanto tempo passato fra studio e sperimentazione: al momento, a fronte di 8.800 precari, le risorse disponibili permetterebbero di offrire delle garanzie a soltanto 200 di essi.

Proprio così - 200 su 8.800, ovvero il 2,27%

E il restante 97,73%?

Chi lo sa.

Migliaia di progetti in pericolo - e soprattutto migliaia di persone impossibilitate a continuare il percorso intrapreso.

Una prospettiva che i diretti interessati non sono naturalmente disposti ad accettare, e che in questi giorni li ha portati a esprimere il proprio dissenso, anche in modo eclatante.

E mentre la polemica (re)infuria, torniamo sempre alla solita domanda: perché, in Italia, la Ricerca e chi la porta avanti non sembrano essere in cima ai pensieri delle Istituzioni (e, a dire il vero, nemmeno di tanti comuni cittadini)?

Eppure ci viene ripetuto ogni giorno che la Ricerca è la base del progresso e della competitività di una Nazione, che dovremmo iniziare a studiare e far studiare discipline STEM e informatiche come se non ci fosse un domani...

Per cosa, poi?

Per incatenarci assieme agli altri di fronte a qualche sede istituzionale?

Nessun ragazzo, e nessun genitore, vorrebbe mai vedere tanto impegno finire così mal ripagato.

Speriamo che, prima o poi, chi di dovere si renda conto dell'assurdità di tale promozione della Scienza, a queste condizioni - e che alle belle parole faccia seguire i fatti.


Nel frattempo, però, questo sarà davvero un Buon Natale per i ricercatori...


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