#GiovaniDiOggi - Generazione Erasmus? Mica troppo


I #GiovaniDiOggi - la "Generazione Erasmus"?

È questa l'etichetta che è stata affibbiata sempre più spesso ai Millennials italiani ed europei, soprattutto in occasione di eventi politici di rilievo come il voto sulla Brexit del 2016.

Giovani globalizzati, globalisti, per nulla patriottici e totalmente in balia della perfida propaganda degli euro-tecnocrati: queste le accuse mosse ai ragazzi da alcuni ambienti anti-europeisti e "non buonisti".

L'Erasmus, si afferma in questi ultimi, è un'immensa campagna di marketing per abituare i giovani ad un destino da nomadi sottopagati, e per sradicare ogni orgoglio nazionale nelle nuove generazioni.

Mamma che paura... :)

Ma è davvero così?

Per quanto mi riguarda, ammetto di aver sempre avuto dei dubbi, in proposito, anche se finora purtroppo ho avuto scarsa dimestichezza con l'argomento (nel mio corso, ad esempio, solo una ragazza trascorse un periodo in Erasmus).

Per fortuna, pare che il Web abbia deciso di darmi una mano!

Come già qualche tempo fa, infatti, una discussione su Facebook segnalatami da un lettore (grazie, S.!) mi ha permesso di vederci più chiaro - e di sfatare alcuni pregiudizi.


La vicenda

Nel post in questione, una studentessa racconta la propria esperienza Erasmus in Spagna, ripercorrendone le diverse tappe: dall'interesse per un soggiorno all'estero all'euforia prima della partenza, fino allo scontro con una realtà ben diversa da quella radicata nell'immaginario collettivo - niente feste, amicizie fantastiche e ricordi indimenticabili, bensì fatica, difficoltà con la lingua, molte più ore passate sui libri e scarse interazioni sociali.

Una vera e propria delusione, dovuta in parte a questioni caratteriali (Non penso di essere la persona più adatta a questo tipo di esperienza), ma anche e soprattutto da un'immagine fuorviante del programma (...tutto quello che si dice sull'erasmus è falso! Non vi aspettate di non toccare libri, perchè sarà assolutamente il contrario, sicuramente dipende da città a città ma veramente non vi fate aspettative troppo grandi. Poi non ho per niente avuto il senso di famiglia ecc tra amici, non capisco quelli non te ne vorrai andare più, oppure la depressione post-erasmus).

Insomma, un'avventura tutt'altro che esaltante - tanto che la giovane (la quale, fra l'altro, in Italia studia da fuorisede, e non può quindi dirsi una "viziata"), si chiede se anche altri si siano trovati nella sua stessa, spiacevole situazione; per poi invitare gli eventuali lettori a pensarci bene prima di fare domanda per partecipare al progetto.


La risposta della Rete

Ora, dai rappresentanti della "Generazione Erasmus" mi sarei aspettato una vera e propria ondata di indignazione contro tanta "ingratitudine", un'alzata di scudi a difesa di un'esperienza che, almeno secondo gli euroscettici più virulenti, la "propaganda globalista" dovrebbe aver insegnato loro a considerare bellissima, unica, incredibile, coinvolgente e per nulla criticabile.

E invece, con grande sorpresa, le opinioni espresse dagli altri ragazzi sono state per la maggior parte molto moderate, quasi sempre spassionate e ragionevoli.

Tra le più gettonate:
  • Anche a me è successo, e hai ragione: non si deve pensare che l'Erasmus sia la pacchia che ti dipingono alcuni;
  • Per me invece è stata una bella esperienza, ma capisco che dipende molto dall'ambiente, dal proprio carattere, da chi ci circonda - e mi dispiace che tu l'abbia vissuta male;
  • Mi spiace davvero, forse però avresti potuto provare a fare così e cosà;
  • Sono davvero dispiaciuto, forse alla tua Università avrebbero dovuto essere più chiari su quello che ti aspettava, darti più informazioni;
  • A volte l'incontro con altri sistemi universitari è difficile;
  • Io invece mi sono trovato bene, però è vero che sull'Erasmus circolano troppi miti: può essere utile, ma non ti cambia radicalmente la vita;
  • Anche se alla fine mi è piaciuto molto, capisco le tue difficoltà, perché anch'io ho vissuto qualcosa di simile, le prime settimane;
  • Penso che l'Erasmus sia sopravvalutato, a me non interessa proprio;
  • Non abbatterti, evidentemente non era l'esperienza adatta a te;
  • Grazie per averne parlato, non capisco perché tanti pensino che fare l'Erasmus sia quasi un obbligo...
Nessuna gogna virtuale, quindi - se gli "Erasmus-scettici" hanno subito offerto il proprio sostegno, dal canto loro gli entusiasti sono stati pronti a riconoscere i tanti fattori in gioco e a non prendere la propria esperienza positiva come metro unico di paragone, il tutto senza dogmatismi.

Poi certo, ci sono state alcune voci fuori dal coro, critiche nei confronti della studentessa; ma anche in questi casi, più che su astrusi concetti pro-global, l'accento è stato posto sul valore delle difficoltà come momento di crescita, sulla necessità di affrontare gli ostacoli per diventare adulti, e altri discorsi del genere.

Nessuna accusa di campanilismo, nessuna lode della globalizzazione.


Insomma, se davvero l'Erasmus è un losco piano massonico ordito in quel di Bruxelles, direi che sta mancando splendidamente l'obiettivo :)

E voi, che ne dite? Avete trascorso un periodo in Erasmus, o conoscete qualcuno che lo ha fatto? Che idea ne avete ricavato?


Alla prossima!


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