#LibriPerOggi per #GiovaniDiOggi - Gli Alti e i Bassi dei Book-Blogger Italiani

I book-blogger italiani, pregi e difetti

Ormai seguo diversi book-blogger da un po', da ancor prima di avvicinarli di persona per via dei miei due piccoli ebook.

Due, tre anni, non moltissimo: ma un tempo secondo me sufficiente per conoscere un po' più a fondo questo mondo, e per iniziare a fare qualche bilancio.

Si tratta di un ambiente relativamente nuovo, con protagonisti piuttosto giovani (#GiovaniDiOggi direi!), pronti a proporci #LibriPerOggi.

Come in tutte le altre nicchie del blogging, ho trovato siti di ogni genere, da quelli davvero ben curati a quelli dall'aspetto meno professionale ma pieno di buona volontà; da quelli aggiornati di tanto in tanto a quelli che... be', che probabilmente non vinceranno il premio Blog dell'Anno.

In ogni caso, al di là delle ovvie differenze fra un blog (e un blogger) e l'altro, ho iniziato a notare trend comuni a quasi tutte le pubblicazioni online dell'ambiente, tendenze diffuse che emergono con forza.

Alcune di esse sono molto positive, almeno a mio giudizio; altre, invece, mi sembrano piuttosto preoccupanti, e potrebbero mettere a repentaglio lo stesso settore del book-blogging.

Vediamole insieme.


Quello che Apprezzo dei Book-Blogger Italiani


Come dicevo, trovo che ci sia molto di buono da dire sulla maggioranza dei book-blogger italiani:


1 - Costanza

Fra i blogger che seguo, non sono pochi quelli che possono vantare un'esperienza di tre, quattro, cinque anni - notevole, se pensiamo ai tanti blog iniziati e poi lasciati per strada dopo i primi due post.

Per riuscire nel blogging, la costanza è una qualità fondamentale: la Rete è sempre più affollata, e la competizione sempre più dura, quindi è molto difficile ottenere un successo immediato.

E quando i risultati tardano ad arrivare, è facile gettare la spugna.

Tanto di cappello quindi a coloro che sono riusciti a mantenere il proprio proposito, pubblicando settimana dopo settimana, mese dopo mese, senza fermarsi.


2 - Networking

Un aspetto che mi ha colpito fin da subito è il numero di commenti e condivisioni che tanti book-blog riescono a guadagnare ad ogni post.

Magari si tratta di semplici saluti o complimenti, ma intanto dimostrano l'interesse dei lettori verso ciò che leggono.

A questo buon risultato non è poi estranea la forte coesione all'interno dell'ambiente: è difficile che un book-blogger non commenti spesso i pezzi dei colleghi, e non è raro che più autori uniscano le forze per lanciare insieme un libro (i cosiddetti release blitz e blog tour) o per iniziative di altro tipo.

Se pensiamo che non sempre nella Blogosfera i rapporti sono così idilliaci, non si può che stimare questo lavoro di squadra!


3 - Passione

A prescindere dalla qualità dello stile o del web design, devo dire che in pochi altri campi ho visto tanta passione, tanto coinvolgimento - per molti di questi blogger, i libri non sono un semplice tema di cui occuparsi per passare il tempo o magari per fare soldi.

Per loro, si tratta di una parte essenziale della vita.

E visti i tanti "income report" con cui blogger di altri settori (specie all'estero) strombazzano ai quattro venti quanti soldi hanno fatto in advertising, affiliate marketing o altro, trovo che questa sia una cosa fantastica.



Quello che Apprezzo di Meno dei Book-Blogger Italiani


Abbiamo visto il lato positivo del book-blogging italiano; ora, però, è giusto parlare anche delle criticità del settore, di quello che potrebbe, sul lungo periodo, allontanare i lettori:


1 - Uniformità di Generi e Temi

Fatto salvo la libertà di leggere ciò che si vuole...

Davvero ormai tutti leggono solo Young Adult, New Adult e Fantasy?

Fra tutti i blog che seguo, solo una manciata si occupa in modo preponderante di Giallistica, di Saggistica, o di Fantascienza: i siti più "generalisti", pur parlandone in modo saltuario, virano quasi tutti verso il Rosa (ora come ora tira molto il genere "ragazza malata trova l'amore")

Non solo: in molti casi, è facile trovare dieci post in un giorno dedicati allo stesso libro o allo stesso autore.

Capisco il voler restare sempre sul pezzo, ma in questo modo non si rischia di annoiare i lettori?

Per dire, questa settimana ho visto almeno trenta pezzi su Sara Rattaro - che magari scriverà benissimo, per carità... ma che ora come ora tutto questo cancan non mi invoglia a conoscere meglio, anzi.

Un po' di tregua, per favore!


2 - Uniformità di Opinioni

Delle due l'una: o certi scrittori sono davvero in grado di catturare l'interesse di tutti, oppure fra i book-blogger c'è una certa paura di uscire dal coro, di andare fuori dal seminato.

Questo, ho notato, vale soprattutto quando si parla di alcuni autori e romanzi di successo, quasi come se un buon risultato li mettesse al riparo da ogni critica.

Voglio dire, e se qualcuno osasse dissentire, che gli succederebbe? 

L'esilio perpetuo, e-mail di minaccia, le Forze Speciali sotto casa?

Penso che questa tendenza all'appiattimento sia un vero peccato, perché rischia di nuocere a molti blog, specie a quelli più piccoli.

In fondo, se le testate più "blasonate" mi hanno già servito una dozzina di recensioni super-entusiaste di questo o quel libro, perché dovrei perdere altro tempo con siti meno noti, che si limitano a ripetere la stessa cosa?


3 - L'Ansia da Prestazione del Blogger-Lettore

Chi frequenta i book-blog l'ha notato di sicuro: in molti di essi, spesso come widget laterale, fa bella mostra di sé uno schema pronto a proclamare quanti libri il/la blogger di turno abbia letto, o abbia intenzione di leggere nel corso dell'anno.

Oppure, a inizio mese, ecco l'inquietante fila dei perentori post TBR - To Be Read: ovvero, l'elenco dei libri che i nostri hanno deciso di dover leggere assolutamente nei trenta giorni seguenti, pena la morte!

Obiettivi in genere troppo ambiziosi - e infatti, ad ogni giro, non è raro imbattersi nei mea culpa di coloro che hanno miseramente fallito (senza che questo li dissuada dal riprovarci, però).

Ora... ma leggere non dovrebbe essere un piacere?

E allora da dove saltano fuori tutte queste challenge, super-challenge, ecc. - per caso nel tempo libero partecipate pure a qualche Iron Men?

Ma soprattutto, che senso ha parlare di lettura in termini quantitativi?

Senza offesa, ma pensare che la lettura di un solo libro come I Promessi Sposi sia meno impegnativa di quella di cinque novelle tascabili mi pare una scemenza.

Mica parliamo di merce un tanto al chilo.



Insomma, il mondo del Book-Blogging italiano ha di certo il merito di mantenere vivo l'interesse per la lettura e diffonderlo attraverso la Rete; uno scopo lodevole, che però potrebbe essere perseguito in modo più efficace lasciando perdere certi atteggiamenti francamente un po' leziosi (e parecchio ansiogeni).


Che dite, cari book-blogger, possiamo farcela?


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