Un nuovo social in città (e no, non è Vero)


Da qualche giorno a questa parte, non si sente parlare d'altro che di Vero, cioè la versione user-friendly e pubblicità (ma non gratuita) di Instagram, che dopo tre anni di relativa oscurità sembra aver sfondato, con centinaia di migliaia di download in poco tempo.

Ok, perfetto - ma se vi dicessi che la vera novità in arrivo potrebbe essere un'altra?

Una piattaforma che non parla per immagini, ma parla e basta... con le nostre voci.

Proprio così: fondata in Israele nel 2014, HearMeOut può essere considerata la versione vocale di Twitter - ogni utente, infatti, può registrare dei file audio di 42 secondi ciascuno, e condividerli con gli altri iscritti.

Un po' confusi?

Ecco il tutorial pubblicato su YouTube dall'azienda stessa:


Attraverso il proprio feed, ogni user può ascoltare le voci dei propri contatti, oppure cercare direttamente contenuti di suo interesse navigando fra le varie categorie tematiche messe a disposizione nella sezione Discovery (ad esempio Musica, Politica, ecc.).

Ma c'è di più: grazie alla modalità Drive, è possibile connettere all'app i dispositivi della propria automobile, utilizzando HearMeOut mediante comandi vocali anche durante la guida, come si stesse conversando con dei passeggeri presenti a bordo; allo stesso modo, si possono condividere contenuti anche su Facebook e Twitter.

Infine, organizzando i contenuti in apposite playlist, ci si può creare una vera e propria social radio, da ascoltare durante il tragitto.

Tecnologia piuttosto complessa, vero?

La filosofia alla base di HearMeOut, tuttavia, è piuttosto semplice, ovvero rendere fruibili contenuti interessanti in modo più personale, e soprattutto a prova di fraintendimento.

Diciamo la verità: quante volte ci è capitato di mal interpretare un commento scritto da qualcuno e di offenderci, oppure di essere attaccati a nostra volta per un tweet innocente?

Questo perché nella comunicazione scritta viene a mancare un fattore molto importante, ovvero il tono di voce - un particolare che nemmeno le emoji riescono sempre a sostituire al meglio.

Ecco allora dubbi, rancori, defollow immotivati...

Tante situazioni spiacevoli che possono rovinare i rapporti e la nostra esperienza virtuale.

Con HearMeOut, al contrario, non è difficile capire subito l'intento dei nostri contatti - serio, scherzoso, ironico, sarcastico - e le amicizie virtuali sono salve.

In più, il fatto di parlare e di ascoltare può aiutarci a sentirci davvero al centro di una conversazione, come se ci trovassimo davanti alla macchinetta del caffè o in pieno aperitivo.

Niente male, vero?

Certo, negli ultimi quattro anni non ne abbiamo sentito parlare, ma del resto anche la popolarità di Vero è esplosa all'improvviso solo ora.

Non solo: come ha notato l'esperto di Digital Marketing Jeff Bullas sul suo frequentatissimo blog, HearMeOut presenta diverse caratteristiche interessanti che potrebbero catapultarlo fra i principali social network nel prossimo futuro:

  1. Rapidità e praticità di utilizzo: le persone sono in grado di parlare molto più rapidamente di quanto non digitino su di una tastiera - e i comandi vocali rendono l'app molto più pratica da usare durante la giornata, anche quando abbiamo le mani impegnate;
  2. Dal 2008 al 2016, le ricerche vocali su Google sono aumentate di trentacinque volte;
  3. Si stima che entro il 2020, metà delle ricerche in Rete sarà effettuata a voce;
  4. Il 60% di coloro che già utilizzano strumenti vocali sono passati a questa tecnologia solo da un anno - il che significa che il trend è in rapida crescita;
  5. HearMeOut è ormai uno strumento da Influencer, tanto che l'azienda ha ora un programma dedicato;
  6. Fra le partnership dell'azienda, spicca quella con Ford - al momento, l'app è l'unica piattaforma social inclusa nell'entertainment system della casa automobilistica;
  7. L'utilizzo della voce rende piattaforme come HearMeOut un'alternativa convincente per i quasi 260 milioni di persone al Mondo che ogni giorno si confrontano con deficit visivi di vario tipo: un gruppo numeroso, per forza di cose marginalizzato da piattaforme quali Instagram o Pinterest (che pure stimo, eh!).
Inoltre, rispetto a Vero (il cui anno di prova gratuita è destinato a sfociare nella richiesta di una quota di abbonamento), HearMeOut ha l'indubbio vantaggio di essere un'applicazione scaricabile a costo zero: nessuna batosta in arrivo dopo esserne diventati dipendenti!

Al passo con i tempi, pratica, inclusiva - insomma, HearMeOut sembra possedere tutte le qualità per un prodotto di successo!

Sarà lei l'app emergente del 2018?

Ovvio, niente è certo; di sicuro, però, si tratta di un social network promettente, con un approccio controcorrente (voce vs visual), e con tutte le carte in regola per conquistare almeno una parte della Socialsfera mainstream.

Per ora non ho ancora deciso se lanciarmi a capofitto in una nuova avventura digitale o aspettare di saperne di più: quel che ora so è che la fuori c'è qualcosa di meglio, di più originale di una versione un po' snob (e a pagamento) di Instagram.

E voi, avevate già sentito parlare di HearMeOut? Oppure siete già stati conquistati da Vero?



/* DISCLAIMER */

L'articolo che avete appena letto NON costituisce in nessun modo una forma di pubblicità a pagamento per l'app HearMeOut - questo post si basa unicamente sulle mie osservazioni personali, e la sua pubblicazione non comporterà alcun compenso da parte dell'azienda o di parti terze.

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