"Judoka Marketing" - come sfruttare le critiche per promuovere gratis il tuo prodotto [VIDEO + INFOGRAFICA]


Di recente, mi sono imbattuto in questa recensione di un romanzo fantasy uscito anni fa, e del quale sinceramente non avevo mai sentito parlare.

Come potete notare leggendola, il giudizio dato dalla blogger sul libro è tutt'altro che lusinghiero, anzi: senza troppi giri di parole, non risparmia critiche feroci, dallo stile al contenuto.

In pratica, lo fa a brandelli.

Un brutto colpo per l'autore, si direbbe.

O forse no?

Controllando le reazioni dei lettori, infatti, è evidente come la conversazione abbia tenuto banco non per giorni, non per mesi... ma addirittura per anni!

Cinque, per la precisione.

Proprio così: fra le repliche via via sempre più irose dell'autore del romanzo, le controrepliche della blogger, gli interventi a sostegno dell'uno o dell'altra e i visitatori casuali, decine di persone si sono trovate coinvolte nella discussione, producendo oltre quattrocento commenti.

Un bel risultato per l'autrice del blog, che di certo ha visto il traffico al suo sito impennarsi alle stelle: ma se ci pensiamo bene, anche per lo scrittore.

Sicuro, i follower della book blogger si saranno ben guardati dall'acquistare quel libro... ma che mi dite degli altri, dei "neutrali", insomma?

Detto fra noi, vista tanta controversia, mi è venuta voglia di leggerlo, quel benedetto fantasy - anche solo per verificare con i miei occhi se sia davvero così tremendo.

E, vi ricordo, non ne avevo mai sentito parlare prima - un bel passo a livello di brand awareness, no?

Inoltre, chissà, forse non sono stato l'unico ad averci pensato - tanto più che, quasi a sfidarci, la blogger ha proprio messo lì un bel link a un'altra recensione, in modo che potessimo avvalerci di un secondo parere...

Sono pronto a scommettere che non siano stati pochi coloro che ci hanno cliccato sopra!

Non solo: anche in una prospettiva più "tecnica", la recensione, per quanto negativa, potrebbe aver aiutato il libro anche dal punto di vista della SEO; infatti, fra i fattori off-page considerati dagli store online (ad esempio Amazon), il click-through rate (il famigerato CTR), il traffico da referral esterni e le condivisioni attraverso i social media hanno un loro peso, e non da poco.

Quindi, ricapitolando, quel libro è riuscito ad ottenere, completamente gratis, un post di successo, super-commentato, molto condiviso sui social, e con un link ad un'altra recensione, con tanto di una giustificazione più che valida per cliccarci su (e, per inciso, su altre recensioni del blog è stato inserito persino un link d'acquisto!).

Mica male per il "nostro" romanzo e per il suo autore, vero?

Niente male davvero in effetti, soprattutto se consideriamo che lo scopo precipuo di quell'articolo era proprio quello di sconsigliarne l'acquisto!

Il che ci porta all'ovvia domanda: ma allora è proprio vero che non esiste cattiva pubblicità, come spesso si sente dire in giro?

Be', la risposta è: dipende.

In questo caso, ad esempio, il possibile effetto-boomerang della recensione negativa può essere accreditata ad alcuni fattori specifici:
  • Come ogni recensione, anche quella stroncatura può essere considerata "soggettiva": ciò ha lasciato spazio per la discussione;
  • L'abilità della blogger, i cui giudizi sardonici hanno reso divertente la lettura del pezzo, di per sé piuttosto lungo e non privo di tecnicismi;
  • L'intervento diretto dell'autore, che ha prodotto ulteriore engagement, con la polarizzazione di quasi tutto il pubblico da una parte o dall'altra della barricata;
  • Il buon posizionamento del blog, che poteva già contare su molti commentatori fissi;
  • La presenza di link.
Tutti ingredienti che in questo caso hanno contribuito ad un risultato potenzialmente molto vantaggioso anche per colui che in teoria ne sarebbe dovuto uscire con le ossa rotte, per così dire, conservando efficacia anche sul lungo periodo.

Ecco quindi la ricetta per una recensione negativa e allo stesso tempo "utile" per il nostro libro o prodotto in genere... a patto di saperla sfruttare, ovvio.

In che modo?

La parola d'ordine è battere il ferro finché è caldo, mantenere vivo il conflitto, e allo stesso tempo renderlo virale, coinvolgendo altre persone.

Nello specifico:
  • Intervenire direttamente, commentando il post in questione;
  • Mobilitare i propri sostenitori a fare altrettanto;
  • Se si ha un proprio blog, scrivere una replica altrettanto vivace;
  • Se possibile, portare la controversia anche sui social, magari con un hashtag specifico;
  • Far propria la recensione negativa (del tipo "XY dice che questo libro fa schifo: cliccate su questo link e ditemi se siete d'accordo con lui/lei!")
Ecco!
Judoka Marketing, come sfruttare le critiche per promuovere il tuo prodotto

Condividi questa infografica sul tuo sito web!


In questo modo, la disputa potrebbe mantenersi viva nel tempo, e chissà, magari spingere altri blogger di settore a dire la loro, con un effetto a cascata - il tutto senza spendere un centesimo.

Una prospettiva allettante, direi.

Verrebbe quasi da dare un nome vero e proprio a questa tecnica - perché non Judoka Marketing?

In effetti, ricorda molto da vicino quelle mosse di judo fatte sfruttando l'attacco dell'avversario, no?

L'importante, però, è non farne un'abitudine, e soprattutto assicurarsi di avere dalla propria almeno qualche recensione positiva: altrimenti, il rischio è nel primo caso quello di annoiare e passare per persone rissose, nel secondo quello di "cristallizzare" la percezione negativa del pubblico su di sé e sul proprio lavoro.

Detto questo, quindi, non dobbiamo scoraggiarci se qualcuno esprime il proprio disprezzo per i nostri contenuti o per i nostri prodotti: le critiche fanno parte del gioco, e non ne resteremo mai a corto.

La buona notizia è che, nelle giuste condizioni, anch'esse possono contribuire al successo del nostro brand - bastano un po' di autocontrollo e soprattutto un pizzico di humor!

Cerchiamo sempre di trarre il meglio da ogni situazione, se si può - questo è il segreto del Marketing "creativo"!


Popular posts from this blog

Comment Marketing - 5 consigli per farlo bene [VIDEO + INFOGRAFICA]