#LibriPerOggi per #GiovaniDiOggi - il Dilemma del Messaggio

Letteratura impegnata, i pro e i contro

Arrivati alle soglie di un nuovo weekend, torniamo a parlare di #LibriPerOggi per #GiovaniDiOggi

Le domande che vorrei porvi, e alle quali cercherò di rispondere in questo post, sono queste: fino a che punto le idee politiche, religiose, ecc. di un autore dovrebbero influenzarne le opere?

E quanto dovrebbero pesare nella valutazione che ne fanno i lettori?

Non mi riferisco a casi celebri come quelli di Pirandello, Céline o Heidegger - il cui rapporto ambiguo con i regimi nazifascisti del XX secolo ha suscitato sentimenti contrastanti da parte di critica e pubblico: parlo piuttosto di quei libri, anche contemporanei, da cui traspaiono con chiarezza le convinzioni personali di chi li ha scritti.

Le risposte dei lettori (e degli autori) possono essere le più diverse; in generale, però, possono essere ricondotte a cinque categorie:


1 - Via i Messaggi Estranei alla Storia dai Libri!

Una prima reazione può essere di totale rifiuto.

C'è quel lettore che ama immergersi in una storia godendone di per sé, e che trova fastidioso qualsiasi intento "pedagogico" da parte dell'autore: se è molto evidente, può arrivare a lasciar perdere il libro; se invece gli viene fatto presente attraverso una recensione o un'analisi da parte di altri, tende a rigettare tale interpretazione con forza, a volte in modo aggressivo.

"Via la Politica (o la Religione) dai Libri!", potrebbe essere il suo motto.

Una posizione rispettabile (in fondo, la lettura può anche essere puro svago, e nient'altro), ma che si scontra con un dato di fatto: gli autori non sono macchine, sono persone - e in quanto tali tendono a riversare parti della propria personalità e dei propri punti di vista in ciò che scrivono.

Poi certo, alcuni scrittori sono più abili di altri a prendere le distanze da ciò che sentono: ma non sempre è facile individuarli al primo colpo.


2 - Gli Scrittori? Alla Larga dalla Politica (se Non Condivido le loro Idee)

Questa è una posizione in apparenza meno estrema della precedente, ma anche, a mio avviso, un po' disonesta.

In pratica, funziona così: se le idee espresse dall'autore risultano sgradite al lettore, quest'ultimo adotterà il punto uno (del tipo XY pensi a scrivere, invece di fare Politica!); d'altro canto, se invece le convinzioni espresse sono simili alle sue, occuparsi di Politica o Religione sarà immediatamente un'opzione accettabile.

È un atteggiamento oggi molto diffuso, e che ritengo piuttosto irritante, proprio per l'incoerenza che dimostra.


3 - Mah, Anche se Fosse, Leggo la Storia e Basta

Un punto di vista a prima vista apatico, ma che è forse il più sensato di tutti.

Se la storia piace, perché complicarsi la vita con interpretazioni o prese di posizione a tutti i costi?

Non è che apprezzare una singola opera di un singolo autore debba significare una totale adesione alle sue idee politiche o di altro genere, no?

L'importante è mantenere abbastanza spirito critico da individuare ed eventualmente rifiutare convinzioni palesemente tossiche.


4 - Scrittura Impegnata? OK, Purché Fatta Bene

Ecco, questa è la posizione in cui mi colloco io, almeno al momento.

Se un libro ha anche un messaggio importante da trasmettere, che considero positivo, ottimo - anch'io cerco di farlo, nei miei racconti: però non è un requisito essenziale perché mi decida a leggerlo o perché mi piaccia.

In poche parole, un atteggiamento "impegnato", per quanto condivisibile, non può da solo riscattare un libro che considero scritto male.

E se anche mi trovassi d'accordo con le idee espresse dall'autore, non per questo potrei definire la sua opera un capolavoro, mi dispiace.


5 - Non Esiste Scrittura Non Impegnata!

Be'... qui siamo al polo opposto rispetto alla posizione #1, cioè abbiamo a che fare con persone spesso molto coinvolte in forme più o meno impegnative di attivismo, arrivate però al punto di non riuscire a vedere altro - a volte con esiti assurti ai (dis)onori delle cronache.

Non importa quanto siano tenui i collegamenti, quanto alto il rischio di vedersi attaccati o derisi pesantemente: il lettore "ideologico" non si lascia scoraggiare.

Una battaglia continua, che in breve tempo fagocita e annulla il piacere di leggere - almeno secondo me.


Come abbiamo visto, ce n'è per tutti i gusti.

Quindi, tornando al punto di partenza, potremmo dire che in realtà non esiste una vera risposta: e che è il destino di un'opera, grande o piccola, sia proprio quello di essere letta in modo diverso da occhi diversi, anche a prescindere dall'intento originale dell'autore.

Insomma, ognuno legga ciò che vuole e come lo vuole - live and let live!

Buon fine settimana a tutti, alla prossima!


Popular posts from this blog

Comment Marketing - 5 consigli per farlo bene [VIDEO + INFOGRAFICA]