#LibriPerOggi (e non solo) per #GiovaniDiOggi - Troppa Morale fa Male?

I Media fanno troppa Politica?

Un paio di giorni fa, su Quora in Inglese, è scoppiato un piccolo dibattito su di un tema che abbiamo già affrontato anche noi.

Ora, se ci sono due argomenti su cui gli iscritti più popolari hanno sempre qualcosa da dire, questi sono sicuramente i Media (dai libri al cinema) e la Politica.

In breve, il quesito è questo:

I Media stanno facendo troppa Politica?

Un'utente cinese, ad esempio, ha ammesso di sentirsi un po' a disagio per il fatto che molti libri e film di grido, soprattutto dall'Occidente, fossero densi di una retorica pesante, a tratti moraleggiante: no al razzismo, no al maschilismo, no all'omotransfobia...

"Io non sono contraria a questi messaggi", ha scritto, "ma penso che di questi argomenti si potrebbe (e dovrebbe) parlare in altri contesti, ad esempio a scuola - a volte una persona vuole solo godersi un bel libro/film e basta..."

Un sentimento che ha trovato eco negli interventi di altri iscritti sparsi per il Mondo - secondo molti, Hollywood e l'industria culturale in genere stanno promuovendo i propri valori progressisti in modo troppo aggressivo, trasformando ogni opera in un manifesto politico.

Altri, pur non trovandosi del tutto d'accordo, preferirebbero che questi temi fossero trattati in modo più casuale, meno didattico (ad esempio inserendo en passant personaggi di colore o transgender senza incentrare la loro intera storia sul loro essere "minoranza").

Altri ancora, al contrario, hanno dissentito con forza - non solo il problema non esiste, ma semmai è vero l'opposto: i media non riescono ancora a mostrare abbastanza "diversity", non sono ancora sufficientemente inclusivi.

Ora, penso di capire a che cosa si riferisca la ragazza cinese - nel corso degli anni, in effetti, il Mondo dello spettacolo non ci ha certo risparmiato le proprie opinioni sugli argomenti più disparati, a cominciare da quelli più delicati.

Un trend che se da un lato ha permesso a voci fino a quel momento inascoltate di ottenere più attenzione, dall'altro ha suscitato il sospetto, se non lo sdegno vero e proprio, di chi vede nella maggior parte degli intellettuali una "casta" frivola e lontana dai problemi delle persone comuni (basta dare un'occhiata a quello che è successo a Riola Sardo).

Immaginiamo la scena: una persona qualsiasi, alle prese con il lavoro che non c'è o con le tasse troppo alte, cerca di distrarsi facendo una capatina in libreria o al cinema...

...solo per vedersi presa in causa, per sentirsi dire che è un/a razzista sessista insensibile perché non ha mai pensato alle lotte di questa o quella comunità.

Alla lunga, può risultare un irritante, giusto?

Peggio ancora, può suscitare l'effetto opposto: a furia di sorbirsi dei polpettoni moraleggianti, c'è il rischio di rendere anche i lettori/spettatori meno polarizzati più ostili a quei messaggi che si vuole mandare loro!

D'altro canto, però, non è neppure giusto negare a persone marginalizzate la possibilità di esprimersi, di mostrare la propria realtà...

E non sono nemmeno fan del "l'artista XY pensi al suo lavoro, e non si impicci di Politica", visto che chi lo dice di solito non ha però problemi ad accettare queste intrusioni, qualora supportino il suo punto di vista.

Come uscire dall'impasse?

Ecco, da lettore/spettatore, provo a buttar giù due idee:
  • Più spazio ai veri "protagonisti" - se parliamo del razzismo, ad esempio, che siano gli esponenti delle comunità colpite a parlarne, o almeno gli autori, registi, ecc. diano risalto alla loro esperienza diretta, invece che ergersi a paladini in capo di chi magari neppure conoscono da vicino;
  • Meno morale, più leggerezza - come suggerito da alcuni utenti di Quora, perché non presentare le donne, le persone di colore, le persone LGBT, eccetera in modo meno retorico? Per dire, anche loro hanno problemi con il mutuo da pagare, con il raccomandato che passa loro davanti nel concorso pubblico - non ridiciamole a stereotipi da usare per pura propaganda.
La gente non è stupida - appena sente puzza di predica, se ne va!

Un approccio meno pesante non solo renderà meno ostile chi dovesse essere già prevenuto nei confronti di certi temi, ma avrà anche il vantaggio di rendere le opere fruibili a diversi livelli - una storia godibile anche solo per la trama in sé non ha necessariamente meno forza di un trattato accademico.

Insomma - viva la riflessione, ma bando alle omelie.

E voi, che cosa ne pensate? Avete notato la stessa tendenza? Alla prossima!


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