#LibriPerOggi per #GiovaniDiOggi - "College Thriller", mai provato?

College Thriller, nuovo genere letterario?

Quando uscì nel 1992, La storia segreta (o Dio di illusioni) della scrittrice statunitense Donna Tartt divenne in brevissimo tempo un caso letterario.

Gli ingredienti?

Un gruppo di studenti del college uniti dall'amore per una disciplina ostica e poco professionalizzante; l'isolamento dal resto del campus; un protagonista "senza qualità"; intricati rapporti fra i vari personaggi; un componente del gruppo sempre più aggressivo; un omicidio.

Un mix affascinante - dopo averlo letto, non ho potuto che unirmi alla schiera dei recensori entusiasti e consigliare opera e autrice a destra e a manca.


Un quarto di secolo dopo, nell'aprile del 2017, un'altra giovane autrice americana, M.L. Rio, dà alle stampe If We Were Villains (Se noi fossimo i cattivi)...

...Che trovo in libreria qualche settimana fa, con il titolo Non è colpa della luna (traduzione non fedele ma che si dimostra calzante, una volta letto il libro).

Sulla sovraccoperta, ci si rifà apertamente all'opera di Tartt - e tanto basta per spingermi ad acquistarlo, ovvio :)

Cosa trovo?

Un gruppo di studenti del college uniti dall'amore per una disciplina ostica e poco professionalizzante; l'isolamento dal resto del campus; un protagonista "senza qualità"; intricati rapporti fra i vari personaggi; un componente del gruppo sempre più aggressivo; un omicidio.

Sì, anche qui.

Niente da dire, non fraintendetemi: il romanzo mi è piaciuto, e non ho alcuna intenzione di accusare l'autrice di plagio, ci mancherebbe!

Però gli elementi in comune sono molti, e si vede.

Che sia nato un nuovo genere letterario, sotto i nostri occhi?

Potremmo azzardarci a chiamarlo "College Thriller"?

Data l'età dei protagonisti, potremmo forse classificarlo come un sottogenere della narrativa New Adult, sebbene qui il taglio adottato sia decisamente più "pepato" - chi ama le classiche storie d'amore, con buoni e cattivi facilmente identificabili, rischia di restare deluso.

Si tratta infatti di un genere tutt'altro che rassicurante; benché a prima vista possa passare per una versione più macabra dello stereotipo dei "giovani universitari fuori di testa" o degli "Erasmus in Spagna", tanto Tartt quanto Rio non si fermano a questo: al contrario, partono da un'ambientazione in apparenza banale per scavare nelle pieghe (o nelle piaghe?) dell'animo umano - la banalità del male, il peso della colpa, l'oggettiva (im)possibilità di amare più persone nello stesso momento...

...Il tutto senza scadere né nel didattico, né nel morboso - in entrambi i casi, i protagonisti raccontano le proprie travagliate vicende dal proprio punto di vista, senza cercare facili assoluzioni, ma allo stesso tempo facendoci intravvedere quell'ampia "zona grigia" che, in alcune circostanze, riesce a nascondere così bene la linea sottile fra bene e male, scelta e destino, vittime e carnefici.

Da un certo punto di vista, è proprio il genere New Adult che si ritrova riflesso in uno specchio deformante, ma forse più tragicamente simile alla realtà: la passione non è più una fiamma che riscalda, ma un incendio distruttivo; il sogno non è più un'aspirazione alla felicità, bensì un acido corrosivo che distrugge amicizie e intere vite; l'amore non si proclama in tutto il suo splendore, ma si disperde angosciosamente in tutte le sue possibili sfumature (e il lieto fine non è scontato).

Insomma, si parla di giovani, ma le cose appaiono subito terribilmente serie.

Un esperimento interessante, comunque - e che racconta forse di più e meglio il mondo dei #GiovaniDiOggi (ma non solo) di qualsiasi altro, stereotipato tentativo di rendere la complessità di un'anima che cerca il proprio posto nel Mondo.

E voi, avete mai provato il genere College Thriller? Che ne pensate? Alla prossima!


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