#GooglePlusGate - Addio G+!

Addio Google Plus - che cosa succede

Carissimi Opportunity Seekers, per impegni vari è davvero passato un po' dall'ultima volta che ci siamo visti.

Proprio in queste ore, stavo cercando un argomento con cui riprendere le nostre conversazioni, quando la social-sfera è stata travolta da un nuovo scandalo.


Dopo Facebook, l'altro pilastro del Web, Google, è ora sotto i riflettori per una brutta storia di privacy negletta e di accette virtuali - pronte a decapitare una delle sue creature più note, Google Plus.

Nel marzo 2018, infatti, secondo quanto riferito solo ora dall'azienda, è stato infatti scoperto un bug di sistema in grado di mettere in pericolo i dati personali (nome, indirizzo mail, genere, età, occupazione) di un numero altissimo di user di G+, forse persino mezzo milione.

E ora che la cosa è venuta allo scoperto, la risposta della compagnia è stata rapida quanto semplice - e spietata: addio Google Plus - almeno per noi utenti comuni (per le aziende è un'altra storia) e benvenute norme più stringenti per l'accesso a Gmail di app terze.

A quanto pare, insomma, Big G sta vivendo il suo momento "Cambridge Analytica", con conseguenze ancora tutte da chiarire.

Intanto, comunque, la sorte di G+, piattaforma forse non potentissima né popolare ma pur sempre utile, sembra segnata: nel frattempo, Google ci concede graziosamente dieci mesi di tempo per sloggiare.

Un vero peccato per tutte quelle piccole e grandi community che nel corso degli anni hanno contribuito a creare legami e a diffondere conoscenza in Rete.

Ecco la prima "testa" a cadere, quindi.

E la seconda?

Be', potrebbe essere quella dello stesso Google: se una debacle simile ci è stata nascosta per oltre sei mesi, cos'altro potrebbe celarsi fra i corridoi di Mountain View?

Forse è arrivato il momento di chiedere spiegazioni.

O più semplicemente di cercare soluzioni alternative a Big G (e ce ne sono, checché se ne dica).

In ogni caso, una cosa ormai dovrebbe essere chiara a tutti: nessun gigante del Web è immune ad attacchi, e a nessuno di essi possiamo più "regalare" la nostra fiducia incondizionata (e i nostri dati).

Resta il rimpianto per un social non sempre compreso e dal potenziale mai davvero sfruttato - insieme alla (pia?) speranza che possa tornare a nuova vita nei prossimi mesi, ad acque calme, e con maggiori tutele per chi come noi lo utilizza ogni giorno.

Ragazzi... qui stanno cadendo come mosche, uno dopo l'altro: viene da chiedersi chi sarà il prossimo (il mio sesto senso dice Twitter, ma spero di sbagliarmi).

E voi, che cosa ne pensate? Google rischia di perdere parte del suo impero? A presto!


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