Le gemelline "made in China" e i limiti etici della ricerca

Le gemelline OGM made in China: dalla possibile bufala a una discussione seria su Scienza ed Etica

La notizia, sebbene ancora avvolta da diversi dubbi e da non meno interrogativi, si è diffusa alla velocità della luce.

Giorni fa, He Jiankui, genetista e professore associato presso la Southern University of Science and Technology di Shenzhen, ha sbalordito il mondo annunciando la nascita di due gemelline dal genoma modificato tramite editing genetico: in particolare, lo scopo del trattamento sarebbe stato quello di rendere le bimbe immuni al virus HIV, obiettivo, pare, ottenuto con successo su una delle due neonate.

Come previsto, le affermazioni del professor He hanno suscitato polemiche, incredulità, prese di distanza da parte di diversi enti e persino un'indagine a suo carico, avvalorando la tesi di una clamorosa fake news.

Eppure, a prescindere dalla veridicità dei primi resoconti, la vicenda ha riacceso un dibattito che a fasi alterne ha accompagnato ogni tappa del progresso scientifico: anche ammesso che l'impresa di He sia possibile, è lecita?

In fondo, se consideriamo i punti salienti della vicenda, è subito chiaro come ad ogni passo ci si trovi davanti a criticità non indifferenti:


1 - Consenso informato

Tanto per cominciare: fino a che punto gli genitori partecipanti alla presunta ricerca (le gemelline sono venute al mondo dopo l'unica gravidanza andata a buon fine, contro dieci tentativi falliti) sono stati informati sulle procedure e sugli eventuali rischi per madri e nascituri?

Soprattutto quando c'è grande disparità socio-economica fra ricercatore e "pazienti", il rischio che questi ultimi si ritrovino vittime di individui senza scrupoli non è da sottovalutare


2 - Analisi rischio/beneficio

In parole povere: varrebbe davvero la pena di ricorrere a queste procedure?

In fondo, come in molti critici hanno fatto notare, esistono precauzioni valide contro il virus HIV, e un comportamento responsabile è in genere sufficiente a condurre la propria vita in sicurezza.

Sicurezza che le attuali tecniche di editing genetico, al contrario, ancora non sono in grado di garantire, tant'è vero che in una delle due bambine il trattamento non avrebbe ottenuto l'effetto desiderato, rendendola fra l'altro più vulnerabile ad altre patologie.

E non è un caso che lo stesso co-inventore dell'ormai celebre procedura CRISPR, il biochimico sino-americano Feng Zhang, abbia proposto una moratoria sull'impianto di embrioni geneticamente modificati.


3 - Figli OGM su misura?

Ma anche prendendo per buone le dichiarazioni di He e considerando possibile, nel breve termine, un uso relativamente sicuro ed efficace dell'editing genetico: ma visti i trend in corso, su quali strade potremmo ritrovarci?

Finché si parla di garantire una perfetta salute alle prossime generazioni, quasi tutti possiamo anche trovarci d'accordo - ma come l'immunità a un virus, così anche altre caratteristiche potrebbero essere, un giorno, geneticamente modificabili on demand.

Una coppia sogna un figlio intellettualmente dotatissimo? Fatto!

Un'altra spera di mettere al Mondo un talento da record nell'Atletica? Nessun problema!

In pratica, degli elettrodomestici procreati e allevati per generare risultati, più che per vivere.

Uno scenario già più inquietante, che ci porta, fra le altre cose, al punto successivo...


4 - Oligarchia Genetica

...ebbene sì: tenendo conto dei costi tuttora molto elevati delle diverse tecniche di editing genetico oggi in uso, è naturale pensare che il nascente "mercato" a esse collegato sarebbe dedicato in buona parte ai futuri genitori più abbienti.

In pratica, al proprio vantaggio economico, i cittadini più ricchi potrebbero facilmente aggiungere quello genetico - con conseguenze a dir poco distopiche sulla struttura sociale!

Un misto fra Gattaca, Hunger Games ed Elysium: come vi suona?

...Sì, anche a me.


5 - O forse è l'Etica il vero problema?

Ma se le perplessità e le critiche non sono mancate, c'è anche chi si domanda (e non da oggi) se qui in Occidente non sia giunto il momento di rivedere il nostro rapporto con la Bioetica.

Forse, l'atteggiamento relativamente più "elastico" adottato da Paesi come la Cina (anche non del tutto laissez-faire, come dimostrano le indagini in corso) stanno offrendo loro un vantaggio competitivo dal punto di vista scientifico, e quindi, almeno in prospettiva, anche da quello economico e militare.

Forse, come si suol dire, è ora di rompere qualche uovo in più per mangiare un po' di frittata...


Quali che siano le nostre opinioni in merito, e a prescindere dalle prossime rivelazioni in arrivo dalla Cina, è chiaro che la partita fra Scienza ed Etica è, nella migliore delle ipotesi, soltanto rinviata.

E voi, che cosa ne pensate? Siete scettici, interessati, preoccupati? A presto!


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