Tumblr - Troppo e Troppo Tardi?

Scandalo Tumblr: fine di un social network?

Se pensavamo che il 2018 non fosse stato un anno già abbastanza "pesante" per la socialsfera...

...be', ci siamo sbagliati.

Infatti, complice anche la risonanza ottenuta su altre piattaforme (incluso Twitter), la drammatica svolta decisa ai vertici di Tumblr si è aggiunta ai tanti social-scandali di questi ultimi mesi (altro che Facebookgate...).


In effetti, tutto è iniziato con un problema molto serio - pedopornografia.

Una piaga disgustosa, contro la quale a nulla sono valse le denunce degli stessi utenti...

...almeno finché a scendere in campo non è stata Apple, che in una mossa decisa (anche se non del tutto priva di controversie) ha rimosso l'app dal proprio Store.

Proprio così: dove non sono riusciti gli iscritti, è riuscita la minaccia di perdere nuovi utenti (e lucrosi proventi dall'advertising).

Triste, squallido... ma almeno efficace, no?

In effetti sì... ma fin troppo!

I vertici della compagnia, infatti, se da un lato hanno finalmente riconosciuto l'entità del problema, dall'altro hanno intenzione di adottare misure a dir poco estreme: via tutti i contenuti NSFW (Not Safe For Work), incluso quindi tutto ciò che possa anche solo suggerire una vaga idea di nudità o erotismo, a prescindere dall'età delle persone ritratte, dal loro consenso, dal mezzo (fotografia, disegno, ecc.) e dallo scopo.

Salvi, a quanto pare, solo contenuti di tipo artistico (ad esempio il David di Michelangelo) o scientifico (come quelli dedicati all'educazione sessuale).

Come spiega la stessa società, a partire dal prossimo 17 dicembre algoritmi specifici saranno utilizzati per impedire il caricamento di contenuti "osé", e in subordine per procedere alla graduale rimozione di quelli già disponibili sulla piattaforma - tanto da poter dichiarare già fin d'ora l'eliminazione della modalità di accesso "protetta", usata fino ad oggi dai singoli utenti per filtrare posti ritenuti troppo "audaci".

La reazione degli iscritti non si è fatta aspettare: a poche ore dall'annuncio, in moltissimi hanno espresso il proprio disappunto, puntando il dito verso quattro principali incongruenze di questo nuovo atteggiamento:
  • Ipocrisia: da anni, denunciano alcuni utenti, la necessità di un serio contrasto alla pedopornografia è stata sostenuta con forza dagli stessi iscritti, senza esito; e solo il rischio di un serio danno economico ha infine spinto la dirigenza a occuparsene
  • Zelo eccessivo: su Tumblr, la discussione aperta sulla sessualità e l'espressione artistica anche esplicita è da sempre benvenuta, soprattutto nel sostegno agli adolescenti e alle persone LGBT; censurare tutto in nome di una singola questione, per quanto sacrosanta, sembra a molti un comodo tentativo di risolvere il problema senza troppi sforzi, con modalità non dissimili dal rapido "assassinio" di Google+ da parte di Big G
  • Algoritmi inadeguati: al momento, viene fatto notare, gli algoritmi utilizzati per le prime fasi della pulizia sono tutt'altro che efficaci - nonostante il costante feedback chiesto agli stessi utenti, ancora oggi ad esempio, alla vigilia del repulisti, contenuti innocui come fotografie di trattori sono messe in quarantena, mentre scene di sadomasochismo restano indisturbate!
  • Doppiopesismo: nonostante questo nuovo rigore nei confronti di contenuti NSFW, diversi attivisti hanno riscontrato come lo stesso atteggiamento non sia applicato a contenuti altrettanto o più potenzialmente dannosi, come post di gruppi inneggianti al nazismo o all'odio razziale.
Insomma, l'impressione generale è che su Tumblr ora si stia facendo troppo, e troppo tardi; il malcontento sembra regnare sovrano - e fra meme sarcastici, la ricerca di piattaforme alternative ed espliciti appelli al boicottaggio, i dirigenti della società potrebbero ritrovarsi a pagare cara la propria rinnovata severità.

E da un certo punto di vista sembra proprio questo il problema di quasi tutti i principali social network, ora come ora - da un lato, la crescente pressione di investitori e istituzioni governative e sovranazionali; dall'altro, il rischio che una strategia difensiva troppo marcata possa scontentare gli utenti.

Sarà l'eccesso di difesa a segnare la fine di Tumblr? Staremo a vedere...


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