MeWe - il rivale di Facebook... che liquida Google Plus

Cos'è MeWe il rivale di Facebook che vuole difendere la nostra privacy

Il 2018 non è stato un anno clemente per i social - e il 2019 parte con un questo pesante fardello sulle spalle.

Eppure, come l'esperienza ci insegna, i guai di qualcuno possono rivelarsi l'occasione della vita per qualcun altro.

E deve aver pensato proprio questo Mark Weinstein, di Albuquerque, New Mexico, seguendo con interesse i vari scandali in Rete...

...perché è stato allora che ha capito che la sua giovane social app, MeWe, poteva davvero fare un salto di qualità!

Cos'è MeWe?

Be', stando a quanto riporta sul proprio sito web, la piattaforma, fondata nel 2016, si presenta come il Networking di Nuova Generazione - zero Pubblicità, zero Spyware, zero Str*nzate.

E questo perché, si legge ancora, la vostra vita privata non è in vendita - concetto ribadito anche con un video breve ma incisivo postato su YouTube:


In aperta opposizione a quelli che definisce "i Golia" del settore Tech, infatti, Weinstein afferma di aver creato MeWe allo scopo di ricreare la decenza, la privacy, e il rispetto per gli utenti dei social media.

E se vi viene il lieve, lievissimo sospetto che il principale bersaglio di Weinstein sia un altro, più famoso Mark...

...Be', vi basta fare un giro sul profilo Twitter dell'app - sembra che chiunque se ne occupi non riesca ad andare a letto tranquillo senza aver prima punzecchiato Zuckerberg e il suo Facebook almeno due o tre volte!

L'obiettivo è chiaro: tenere alto lo stendardo della privacy e della libertà di espressione, magari scalzando il Re dei social nell'impresa.

Molto ambizioso, forse troppo.

Il che comunque non toglie che nel frattempo ci si possa accontentare di traguardi intermedi - primo fra tutti, l'assorbimento dell'ancora numerosa utenza di Google Plus, ormai avviato alla rottamazione: e non è un caso che si sia cominciato a sentirne parlare proprio lì!

Come tutti i grandi piani, si deve procedere per gradi, giusto?

Ma polemiche e ambizioni a parte, come si presenta MeWe?

Da quello che si può intravvedere dall'esterno, l'interfaccia sembra chiara e piuttosto pulita, i servizi sul tavolo (GIF, messaggi vocali, filtri di riservatezza, gruppi, storaggio in cloud, ecc.) in linea con quanto offerto dai principali concorrenti.

Certo però che a questo punto non ci si può non porre una domanda: come può la piattaforma garantire tutto questo, se dichiara di non volere svendere i nostri dati a misteriosi terzi, se rigetta gli annunci pubblicitari, eccetera?

Semplice, si adotta un modello freemium: chi vuole più spazio, emoji su misura, o la possibilità di chattare in segreto uno a uno come su WhatsApp se li paga (non tantissimo, a essere onesti).

Ma ne vale la pena, assicurano: perché le altre app, gratuite o meno, sono solo spione pronte a svenderci al miglior offerente, business o governo che sia.

Tutto fila, almeno in teoria: nella pratica, bisognerà vedere quante persone saranno disposte a richiedere i servizi premium...

Per il momento, comunque, Mark Weinstein si mostra ottimista, e sfrutta appieno il momento:


Due milioni di utenti nel Mondo, l'appoggio del "padre del Web" Tim Berners-Lee...

...e chissà cos'altro c'è in serbo.

Insomma, riuscirà MeWe a detronizzare Facebook - o almeno a non finire sul lastrico?

Oppure la minaccia di un nuovo rivale causerà un ritorno alla privacy generale nella Socialsfera?

Forse il 2019 ci darà la risposta... alla prossima!


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