2019 - Per i social sarà l'anno del "make or break"?

2019: che anno sarà per i social media?

Ed eccoci da qualche giorno nel 2019.

Un nuovo anno ricco di opportunità, ma anche di sfide in ogni ambito - social media inclusi.

Come abbiamo visto, infatti, il 2018 non è stato un grande anno per i principali network, e i maxi-scandali che hanno coinvolto più o meno tutte le piattaforme web - Facebook e Google+ in primis - hanno rimesso in discussione tanto il loro ruolo nella nostra vita quotidiana, quanto la competenza e la trasparenza di chi le gestisce, con conseguenze ancora da valutare per intero.

Se poi aggiungiamo, soprattutto nel caso di Facebook, le ben note questioni delle notizie false, del cyberbullismo, eccetera, il disastro è servito.

Non solo: vista l'entità di quanto si è scoperto finora, e quindi la maggiore attenzione dei media e degli utenti, ogni nuova rivelazione (e ce ne sono state parecchie) non ha fatto altro che peggiorare le cose.

Infatti, se da un lato la scoperta, l'identificazione e l'annuncio di nuovi bug, così come l'adozione di misure più incisive, sono sintomi di una maggiore allerta (e onestà?) da parte dei vari social network, dall'altro il susseguirsi di notizie di questo tipo rischia di generare in almeno parte dell'utenza un (giustificato) sentimento di diffidenza sempre più difficile da dissipare.

Un punto, questo, su cui incide molto anche l'approccio alla comunicazione dei giganti del settore - ed esternazioni come quelle di fine anno di Mark Zuckerberg - a metà strada fra un "orgoglio" un po' fuori luogo per i primi, esili risultati e cupe previsioni sui tempi necessari per "aggiustare Facebook" - potrebbero non essere la tattica più adatta a riconquistare i più dubbiosi.

Sullo sfondo, la continua lotta per la sopravvivenza di Twitter e Snapchat - il primo alle prese con molti degli stessi problemi di Facebook, il secondo ormai ben lontano dal sogno di sconfiggere Instagram - ma anche qualche speranza offerta dall'ascesa di Quora e di Pinterest, due piattaforme meno "bruciate" e, si spera, ammaestrate dall'esperienza delle rivali più anziane (anch'essa hackerata, Quora ha se non altro reagito prontamente, avvisando subito gli utenti).

Questo, insomma, il punto di partenza - ma cosa ci riserva il 2019?

Be', a occhio direi che Facebook potrebbe cominciare a vedere la proverbiale luce in fondo al tunnel - ormai il grosso del danno sembra fatto, e sebbene sia molto probabile che nei prossimi dodici mesi salti fuori ancora qualche magagna, non dovrebbe trattarsi di qualcosa di troppo grave: se davvero Zuckerberg e soci si danno da fare, la crisi potrebbe essere pronta ad una graduale risoluzione... a meno che dalle segrete di Menlo Park non emergano nuove, catastrofiche rivelazioni, ovvio.

Twitter, al contrario, mi preoccupa: ormai diventato un campo di battaglia d'elezione per movimenti di ogni genere, ancora debole sul fronte della lotta alla disinformazione, e da anni alle prese con il cyberbullismo, nel 2018 è riuscito a evitare grosse grane - ma non vorrei fosse solo la quiete prima della tempesta.

Google, d'altra parte, ora si trova senza una propria piattaforma social: che stia pensando a un nuovo progetto, magari strutturato in modo migliore?

A livello generale, comunque, sembra prevalere negli utenti il desiderio di cerchie più ristrette, di interazioni meno numerose (e rumorose): ecco forse spiegato l'appeal di Quora e Pinterest, come abbiamo detto, ma anche delle app di messaggistica, WhatsApp e Messenger in testa (così la Facebook family resta in sella, dopotutto...).

Non solo: nell'aria sembra esserci una certa disillusione, quasi un'abitudine a una relazione ormai sempre meno soddisfacente ma pur sempre necessaria con i social.

Infine, mettiamo nel mix l'attenzione dei Governi di mezzo mondo, dalle preoccupazioni per le bufale pre-elettorali e per la privacy al ciclico riproporre la famosa web tax, i segni imminenti di un grande cambiamento ci sono tutti.

Riusciranno i social media a superare la tempesta? E in che modo?

Lo vedremo insieme, anche dalle pagine di questo blog... alla prossima! 


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