Ah, ma allora le lauree deboli non esistono più?

Forse le lauree deboli non sono così deboli...

Ci hanno dato il tormento per anni.

Ci hanno criticati (e ci criticano ancora) senza sosta, sgridandoci perché andavamo "tutti a fare Lettere" quando invece il Mondo aveva sempre più bisogno di ingegneri, informatici, scienziati dei materiali.

Ci hanno messi in guardia dal continuare a seguire corsi di studi "sbagliati" ricordandoci che la Cina è vicina, e che lì i bambini imparano a risolvere le disequazioni fratte prima di togliere il pannolino.

In quel lontano 2009, stretto fra queste cupe profezie e la Grande Recessione, ci sono cascato: ho messo nel cassetto il mio diploma in Lingue Straniere e ho imboccato la strada opposta - direzione, la facoltà di Ingegneria Biomedica.

Quattro anni, quattro mesi, dieci crisi di nervi e mille notti d'angoscia dopo, ne sono uscito piuttosto malconcio, ma con una laurea in tasca, una di quelle "forti" - o almeno così mi avevano detto gli esperti che sentivo alla TV o che notavo in Rete...

...e oggi, nel 2019, mi guardo indietro e mi chiedo a cosa sia servita tutta questa fatica, visto che gli impieghi che mi sono stati proposti finora tutto richiedono tranne un titolo di studio specifico, meno che mai una laurea in Ingegneria.

Tanto più che da qualche giorno, su Internet, scopro che i tanti guru a cui ho ingenuamente dato ascolto dieci anni fa potrebbero essersi sbagliati - ed ecco le prove:


Exhibit A

Lauree deboli... ma forti all'estero

Da BiMag, la prima "tegola": è vero, le lauree umanistiche nel mondo del lavoro risultano perdenti... ma solo in Italia - all'estero, e nello specifico negli States, le cose sembrano andare decisamente meglio a filosofi e umanisti... buon per loro.  


Exhibit B

Economia Digitale, c'è posto anche per gli umanisti...

Su TrovoLavoro (Corriere della Sera), si mostra come le povere lauree umanistiche abbiano ancora molto da dire e da dare nell'Era della Rivoluzione Digitale - tanto che persino nella Silicon Valley questi profili hanno ricominciato a incontrare l'interesse delle aziende.

E se succede lì, dove avviene il futuro...


Exhibit C

Con le lauree umanistiche non si trova lavoro? Falso!

"Le lauree deboli non esistono" - ne è convinto Marco Ornito, Direttore HR di Sia, che in un'intervista sempre su TrovoLavoro, mostra come un breve periodo di training specifico possa far acquisire a un laureato in materie umanistiche quelle competenze ormai indispensabili nell'era digitale.


Se poi aggiungiamo il fatto che, mentre qui ci tartassavano per trasformarci tutti in scienziati, gli scienziati veri - quelli con passione e soprattutto con il talento - se li lasciavano scappare all'estero o li umiliavano tagliando loro fondi e posti di lavoro... meglio non pensarci.

Insomma, a quanto pare le cose non sono così semplici come le avevo capite dieci anni fa: tutte le ore passate a cercare di capire qualcosa di quelle lezioni che mi sembravano di Ostrogoto, l'angoscia perenne, i tanti momenti di sconforto, la sensazione di isolamento, i salti mortali (quasi letteralmente!) per cercare di non appesantire con i miei problemi una situazione che a casa era già pesante di suo...

Adesso mi si dice che avrei potuto evitare di infliggermi (e di infliggere al prossimo) tutto questo, e che magari con una laurea presa bene in Storia o in Scienze Politiche ora magari sarei messo anche meglio di come sto oggi?

Me l'avessero detto dieci anni fa, me l'avessero...

Se siete genitori/parenti di ragazzi che in questi mesi stanno scegliendo il prossimo corso di studi, o se siete dei ragazzi voi stessi, pensateci bene: forse è meglio una laurea "debole" ma presa bene e con passione che una "forte" strappata così e così, per paura di restare per strada...

Davvero, pensateci bene: e se avete qualche esperienza da condividere, sono qui.


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